la forma delle forme

ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2018 alle 16:28

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Ogni volta che i nostri paradigmi, i nostri punti di riferimento vengono messi in discussione il nostro sistema nervoso percepisce un pericolo ed attiva una risposta difensiva per fronteggiare il maggior fabbisogno di energia.

Non importa che si tratti di qualcosa gradevole o sgradevole, se mette in pericolo le nostre sicurezze il corpo reagisce attraverso reazioni bioumorali e comportamentali.

Il nostro corpo è in uno stato di allerta, di difesa, pronto ad aggredire o fuggire secondo le nostre forme-pensiero.

Se il “pericolo” cessa o siamo riusciti a “controllarne” gli effetti, se ci siamo riappropriati della nostra confort-zone riusciamo a rientrare nel nostro stato abituale, ma se ciò non accade, il nostro corpo si tende a richiudere a difesa delle parti di sé che ritiene più vulnerabili.

Si “programma” per non permettere a chicchessia di penetrare nella parte che vuole rendere “non visibile”. Si crea una dicotomia fra la reale percezione e le forme di risposta.

La muscolatura corporea svolge nel corpo una funzione dinamica: controllata dal sistema nervoso, deve permettere al corpo di muoversi nello spazio e nel tempo in modo ben preciso.

Per fare questo occorre che, da un lato, il sistema nervoso venga informato continuamente di ciò che stanno facendo le singole componenti muscolari (coordinate muscolari spazio-temporali), dall’altro che esista un modello spaziale di riferimento cui confrontare queste coordinate.

Facciamo un esempio: se vuoi toccarti il naso con l’indice della mano destra il tuo sistema nervoso deve sapere dov’è l’indice, dov’è il naso (coordinate di partenza e di arrivo) ed il percorso (coordinate spazio-temporale). Se questo non accadesse, potresti infilarti un dito nell’occhio o tirarti un pugno nel naso (e questo in certe lesioni del cervelletto accade!).

Ora, immagina che uno solo di questi dati sia sbagliato! Per fare un paragone immagina che il computer del Fisco moltiplichi le tue tasse per un milione anziché per mille: fa una bella differenza vero? Bene, certe “posture antalgiche”, le tensioni difensive che noi assumiamo introducono dati non congruenti e quindi le nostre coordinate possono essere sbagliate. Il nostro corpo farà del suo meglio per rispondere nel modo più appropriato agli stimoli che riceve, ma essendo i parametri non corretti, il risultato finale sarà …

… la distorsione delle nostre forme-pensiero o se preferisci una forma-pensiero distorta con la conseguenza che la nostra forma-corpo si adatterà per permettere l’espressione della nostra forma-pensiero.

Lo so, tu mi dirai, che quello che sto scrivendoti sono parole difficili per esprimere concetti noti: forse. Ma se tu pensi ad un kinesiopata come ad una persona che attraverso  la percezione delle tensioni fasciali, la valutazione delle risposte dinamiche muscolari, l’utilizzo di indicatori di risposta neurologica possa permettere al corpo stesso di riordinare i propri paradigmi, ricreare le proprie coordinate, capirai anche che tutto questo assume una forma nuova, una possibilità per ritrovare una maggiore armonia e serenità, una rinnovata capacità di percepire ciò che è.

In estrema sintesi di essere liberi nella dinamicità.

francesco gandolfi

tratto da:2002-01→AnnoZero~Synopsis-2

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