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ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2017 alle 23:29

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allergia e sistema immunitario

Il termine allergia fu proposto nel 1904 dal pediatra viennese Clemens von Pirquet per indicare una modificazione della “capacità di reagire” dell’organismo: in pratica un’alterazione del modo di dare risposta a una stimolazione derivante dall’incontro con sostanze eterogenee (microrganismi, tossine, corpi proteici o di altra natura) con le quali, in precedenza, l’organismo stesso abbia avuto contatto.

Possiamo definire, in modo semplicistico, l’allergia come una dis-regolazione del sistema immunitario nei confronti di sostanze (antigeni), definite allergeni, normalmente innocue per la maggior parte delle persone.

Il sistema immunitario è un sistema corporeo che ha il compito di difenderci dalle aggressioni da parte di sostanze potenzialmente dannose per il nostro organismo; ci sono due tipi di difesa: una di primo impatto, costituita da barriere naturali, come la pelle o le mucose, e da macrofagi che funzionano come ‘spazzini’, inglobando e distruggendo cellule e particelle estranee senza distinzioni (fagocitosi);  questa “immunità innata” o non specifica è quella più primitiva nella scala evolutiva

Il secondo fronte di difesa è caratterizzato da una risposta specifica, che l’organismo costruisce a misura dell’agente che induce l’attivazione del sistema ed è costituito dall’immunità specifica o adattativa. I meccanismi di questo tipo di immunità (anticorpi, linfociti T) sono comparsi nell’evoluzione in organismi relativamente complessi e sono caratterizzati da estrema specificità.

Il funzionamento del sistema immunitario implica due funzioni fondamentali: riconoscere e comunicare. Riconoscere significa infatti attivare i sistemi di difesa in presenza di una reale minaccia; comunicare all’interno del sistema è fondamentale per la regolazione di un sistema altamente complesso. Riconoscere è dunque parola chiave dell’immunologia.

In quanto sistema di difesa, il sistema immunitario è rivolto verso le strutture esterne, ovvero verso il non-self (virus, batteri o altro), presupponendo un sistema di identificazione per le molecole e le strutture dell’organismo, il self, ovvero per il riconoscimento di sé stesso: tale funzione consente di attivare il sistema immunitario contro i patogeni e non contro l’organismo stesso.

La funzione di comunicazione è alla base del funzionamento ordinato del sistema, della sua capacità di mantenere l’omeostasi e della sua attivazione nel contesto spaziale e temporale appropriato.

La percezione dell’identità di specie e di individuo costituisce uno degli elementi caratteristici del modo di funzionare del sistema immunitario. Il sistema immunitario deve riconoscere l’identità dell’individuo e, in un certo senso, quella di specie: ciò permette di evitare risposte immunitarie impropriamente dirette verso strutture appartenenti all’organismo stesso (auto-aggressione); quando le “armi” di questo sistema si rivolgono contro elementi propri dell’individuo stesso, si hanno malattie autoimmuni.

francesco gandolfi

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