Sindrome
dell’Intestino Irritabile: cause?

ultimo aggiornamento: 22 Aprile 2023 alle 11:10

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alterazioni peristaltiche e IBS

La progressione del chilo intestinale e del materiale fecale colico è assicurato dall’azione della tonaca muscolare, che si contrae e si distende, per spostare gli alimenti in fase di trasformazione dallo stomaco verso il retto.
struttura della parete intestinale

Normalmente, questa motilità non è avvertita dalla persona ed è coordinata e coerente, permettendo tempi di transito adeguati a consentire un appropriato assorbimento ed un corretto transito intestinale; nella Sindrome dell’Intestino Irritabile, le contrazioni sono più lunghe e più energiche del normale, provocando un’accelerazione del transito del contenuto intestinale, che viene spinto attraverso l’intestino rapidamente, alterando i processi digestivi ed assimilativi e causando fenomeni di fermentazione con produzione di gas, rigonfiamento e diarrea. In altri casi accade l’opposto: il passaggio dell’alimento viene ritardato e le feci diventano dure ed asciutte. Di conseguenza si avverte dolore, del tipo “a colica”, (cioè che “va e viene”, aumenta e si riduce), si sentono le anse “muoversi”.

I sintomi possono essere provocati dall’assunzione di cibo o di bevande fredde e si accompagnano a borborigmi, rumori e brontolii addominali. Fra i sintomi sono sempre presenti l’estrema variabilità dell’attività intestinale associata all’alterazione nella consistenza delle feci; il quadro è spesso difforme, passando dalla stipsi e dalla stitichezza ostinata, alla diarrea alternata a difficoltà di evacuazione, o all’opposto può verificarsi un aumento della frequenza dello svuotamento dell’alvo, fino alla diarrea cronica. Spesso il quadro disfunzionale si estende fino allo stomaco, con sintomi gastrici associati quali nausea e aereogastria che si alitosiaccompagnano a emicrania, cefalea, mal di testa, vertigini, palpitazioni, depressione, ansia, stanchezza, difficoltà nella concentrazione o nello svolgimento delle normali attività quotidiane. C’è gonfiore addominale esteso a tutto il colon o localizzato in una sede; talvolta si manifestano altri sintomi quali l’alitosi, la nausea, il vomito, le eruttazioni, l’anoressia, il meteorismo (sensazione di gonfiore per presenza di aria nell’intestino), la flatulenza

Proprio in base ai sintomi avvertiti, si distinguono grossolanamente due tipi di sindrome: quella definita da colon spastico e quella da diarrea non dolorosa. Nella sindrome del colon spastico si hanno movimenti intestinali molto variabili; di solito i soggetti colpiti avvertono un forte dolore alternato a remissione, associato a stitichezza o a periodi di forte diarrea.

Il dolore, in genere, si risolve con l’evacuazione e molte volte è innescato dall’ingestione di particolari cibi variabili da paziente a paziente. Nella forma chiamata diarrea non dolorosa, si presenta il bisogno di evacuare ripetutamente feci liquide o semi solide, con “urgenza”, nella gran parte dei casi durante o appena dopo i pasti. Nelle forme più gravi e persistenti può presentarsi anche incontinenza fecale e, raramente, anche diarrea notturna, spesso associati a sintomi urinari, quali la pollachiuria, il tenesmo vescicale o la nicturia.

A volte una diversa malattia, quale ad esempio un episodio acuto di diarrea (gastroenterite) può far sorgere i sintomi; in altri casi una disbiosi causata da una cura antibiotica o un uso eccessivo di lassativi o farmaci antidiarroici, possono essere una causa scatenante.chewing-gum In alcune persone, il consumo di latticini, gomma da masticare o caramelle senza zucchero può provocare gonfiore e/o diarrea: questa situazione può far supporre la presenza della cosiddetta intolleranza al lattosio (presente nei latticini) o al sorbitolo (dolcificante artificiale) che spesso può scatenare il quadro irritativo del “colon spastico”.

francesco gandolfi

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risorse:
     → colite spastica: la Sindrome dell’Intestino Irritabile

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