il controllo
del sistema vascolare
nelle situazioni di stress

ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2021 alle 0:23

Le funzionalità del cervello dipendono dalla quantità di sangue disponibile o, piuttosto, sono le aumentate esigenze metaboliche dell’encefalo a condizionare l’entità dell’afflusso sanguigno?

I meccanismi di risposta alle alterazioni dei nostri equilibri, della nostra omeostasi, e lo stress che ne consegue, possono rivelarsi, in modo ambivalente, sia una soluzione e sia un potenziale problema?

In quest’articolo cercheremo di rispondere a queste domande, approfondendo la relazione esistente fra le risposte difensive che l’organismo mette in atto di fronte agli incrementi prestazionali o alle situazioni percepite come potenzialmente pericolose, istintualmente; parleremo di come i nostri riflessi condizionati, finalizzati alla sopravvivenza agiscono su di noi e di come sia possibile intervenire sugli gli effetti a medio/lungo termine che tali compensazioni generano.

«Lo stress viene da dentro;
è la tua reazione alle circostanze,
non le circostanze stesse.» (Brian Tracy)

sommario:
stress e ridistribuzione dell’energia: effetti sulla circolazione sanguigna
stress e accoppiamento neuro-vascolare
la risposta ipotalamica
la dominanza rettiliana
riattivazione neuro-vascolare transcutanea
reset: ripristinare la circolazione cerebrale

«Con gli anni i nostri corpi diventano delle autobiografie ambulanti,
esprimendo ad amici e sconosciuti allo stesso modo
gli stress piccoli o grandi della nostra vita.» (Marylin Ferguson)

→ continua …

“lo zucchero è solo
la buona abitudine
della felicità …„
(Lucia Rizzi)

ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2020 alle 15:10

“… che ci permette
di continuare a sorridere
anche quando le cose
non vanno come vorremmo„

… ma che ci spinge a continuare a farci del male!

Il desiderio per i cibi dolci riconosce, nella sua genesi, molti “colpevoli”, ma indiscutibilmente il principale responsabile … siamo noi stessi … il nostro cervello che ci “ordina” di “riempire il vuoto” attraverso il cibo, come se “qualcun altro” avesse preso il controllo.

Ma chi sono “i congiurati” che attentano alla nostra capacità di gestire le nostre scelte alimentari?

Risposta semplice e difficile allo stesso tempo … innanzitutto gli stessi alimenti che mangiamo! … ma anche, simultaneamente, le emozioni che guidano il nostro sistema nervoso, spingendoci a ricercare certe sostanze, a discapito di altre … e, forse ancora in maniera più significativa, l’ospite che vive in noi: il “microbiota” intestinale, in grado di condizionare il nostro cervello emozionale, la nostra pancia, orientando i nostri gusti, in termini nutrizionali.

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la buona abitudine
della felicità …„
(Lucia Rizzi)

“si, la forma è tutto…
è il segreto della vita„
(Oscar Wilde)

ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2017 alle 22:50

… è la nostra storia personale, iscritta nel nostro corpo, che forma il modo in cui le nostre cellule si assemblano, determinando
la nostra facciata,
la nostra espressione,
la nostra struttura …

Come è scritto nel Talmud, “Noi non vediamo le cose nel modo in cui sono. Le vediamo nel modo in cui siamo”. Ma allo stesso tempo, ci risulta sempre molto difficile ammettere che siamo ciò che pensiamo e che proviamo: siamo la materializzazione delle nostre emozioni, il prodotto della nostra storia e delle nostre esperienze.

Occorre imparare a guardare con occhi diversi il nostro corpo ed il mondo che ci circonda, attraverso una rinnovata capacità di percepire, per ritrovare una maggiore armonia e serenità…

… non a caso

“gli specchi dovrebbero pensare più a lungo prima di riflettere”
(Jean Cocteau)

… per poter riconoscere la forma delle forme

… non si deve mai,
per qualsiasi motivo,
girare le spalle alla vita …
(Eleanor Roosevelt)

ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2018 alle 16:58

Chi può dire di non aver avuto, almeno una volta nella vita, la sensazione di essersi caricato sulle spalle il peso della propria vita o di essersi accollato persone o situazioni …

Anche se avevamo la sensazione che qualcuno “mangiasse” alle nostre spalle, anche se ci saremmo messi le gambe in spalla per fuggire il più lontano possibile, gettandoci tutto alle spalle …

… ci siamo sentiti con le spalle al muro, ma, avendo la testa sulle spalle, ci siamo stretti le spalle ed abbiamo continuato, imperterriti a portare il basto, facendoci carico di questo peso!

Non importa se qualcuno rideva o parlava alle nostre spalle, se ci hanno girato le spalle, lasciandoci soli proprio quando avevamo più bisogno di aiuto o, addirittura, ci hanno pugnalato alle spalle … abbiamo continuato, con le nostre spalle larghe, a buttarci tutto dietro le spalle …

… ma perché mi fanno così male le spalle?

francesco gandolfi

“in una sala di specchi
non c’è modo

di voltare le spalle a se stessi”
(Henry Miller)

Per approfondire la conoscenza delle componenti emotive associate ai disturbi della spalla è possibile trovare maggiori informazioni nell’articolo “perché mi fanno male le spalle?“, dove sono presentate ulteriori considerazioni ed  approfondimenti; per informazioni sulle modalità di riequilibrazione e sulle correzione degli squilibri del cingolo scapolare, si veda il corso : La Spalla.

È possibile scaricare l’articolo “non si deve mai girare le spalle alla vita.” in ipertesto (pdf), che può essere stampato o diffuso liberamente nella sua interezza.

“adottando
il giusto atteggiamento
si può mutare
una tensione negativa
in una positiva„
(Hans Selye)

ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017 alle 22:44

Adottando l'atteggiamento giusto si può mutare una tensione negativa in una positiva. (Hans Selye ~ Stress without distress)

La parola stress, una delle più utilizzate nel vocabolario moderno,  deriva dal latino “strictus”, participio passato del verbo stringere: stretto, angusto, serrato, oppresso.

Esistono moltissimi modi di definire lo stress, ma penso che tutto si possa risolvere in una semplicissima domanda: Quanto credete che pesi un bicchiere d’acqua?

Il peso assoluto non conta, dipende dal tempo per cui lo reggo.

Se lo sollevo per breve tempo, non probabilmente non mi accorgerò nemmeno del gesto, ma se lo sostengo per un’ora, il braccio comincerà a farmi male… e se continuo a tenerlo sollevato per ore, , il mio braccio comincerà a intorpidirsi, a perdere sensibilità fino a paralizzarsi…

Il peso del bicchiere pieno d’acqua non cambiato, ma più a lungo lo sostengo, più pesante diventa….

Gli stress e le preoccupazioni della vita sono come quel bicchiere d’acqua: quando la vita fluisce e  pensiamo a ciò che ci accade momento per momento, senza continuare a rimanere fissati su ciò che non è stato, non accade nulla.

Ma se continuiamo a rimuginare, a pensare po’ più a lungo le “situazioni” incominciano a far male. E se ci pensiamo per giorni, corriamo il rischio di sentirci paralizzati e incapaci di far qualunque cosa…

impariamo a conoscere lo stress:

Ricordiamoci di posare il bicchiere d’acqua.