acido caproico

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ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2025 alle 19:24

definizione

L’acido caproico, noto anche come acido esanoico o acido capronico, è un acido grasso saturo a catena lineare con sei atomi di carbonio (C6H12O2), con formula CH3(CH2)4COOH; derivato dal latino capra, femminile di caper (→ capro, caprone), col suffisso –oico (che in chimica organica indica un acido carbossilico): l’acido caproico si trova nel burro come trigliceride (M.C.T.) e nei grassi del latte di capra, sia esterificato sia come acido libero (in quantità molto minori); conferisce l’odore di capra, pungente e rancido, alle sostanza che lo contengono, da cui deriva il nome, così come per l’acido caprinico e per l’acido caprilico. Per quanto riguarda la definizione esanoico è derivata dal greco ἑξα– (exa– → sei) col suffisso –oico (che in chimica organica indica un acido carbossilico)

Membro della famiglia degli acidi grassi a catena media (M.C.F.A.), appartenendo alla categoria degli acidi organici, contiene un gruppo carbossilico: a temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore con uno sgradevole odore caprino; rispetto ai suoi omologhi inferiori (acido propionico ed acido butirrico), la sua solubilità in acqua è leggermente inferiore a causa del crescere della lunghezza della catena alchilica (più idrofoba). Trattandosi di un acido grasso a media catena, una volta ingerito con gli alimenti viene assorbito con facilità, bypassando la circolazione linfatica e giungendo direttamente al fegato, dove viene metabolizzato a fini perlopiù energetici.

L’acido capronico è una delle sostanze che si formano per la decomposizione dei secreti cutanei, ad opera dei batteri che vivono sulla pelle e che si nutrono del sudore, contribuendo alla bromidrosi, l’odore caratteristico spesso forte e sgradevole associato alla sudorazione.

Come additivo alimentare, l’acido caproico è utilizzato per la conservazione di carne, grassi e oli e per aumentare la durata di conservazione di alcuni tipi di formaggio: l’acido esanoico presenta proprietà antimicrobiche e può essere utilizzato come conservante per la sua capacità di inibire la crescita di microrganismi potendo essere utile nel controllare il deterioramento degli alimenti e favorire la normalizzazione del microbiota intestinale; può essere utilizzato come additivo per mangimi, antimicrobici e promotori della crescita delle piante.

Viene anche essere utilizzato come precursore di vari prodotti inclusi lubrificanti, fragranze, additivi per vernici e prodotti farmaceutici.

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