definizione
Il termine amartoma deriva da amartia, da cui si differenzia semplicemente per la tendenza alla proliferazione del primo, con li suffisso –oma, derivato del greco –ωμα, che descrive un processo infiammatorio o degenerativo o di tipo tumorale. Può essere definto come una formazione iperplastica focale derivante da un’anomala proliferazione di cellule e tessuti, confinata nella sede d’origine.
Infatti l’amartoma indica una malformazione circoscritta di un organo, che riunisce in sé elementi di varia origine embrionale, i quali sono comunque, da un punto di vista istologico, dei tessuti normali; analoga all’amartia, dalla quale differisce, avvicinandosi in un certo senso ai tumori benigni, per essere sede di moltiplicazione cellulare: assume la caratteristica della lesione benigna, simil-tumorale, caratterizzata da una differenziazione cellulare aberrante che produce cellule o tessuti disorganizzati, ma specializzati ed originari di quel distretto in cui insorge.
L’origine di queste lesioni è congenita: si differenzia dalla neoplasia benigna proprio per la completa somiglianza strutturale al tessuto di appartenenza: sebbene le cellule di un nodulo amartomatoso derivino tutte da una singola cellula progenitrice, esse possono assumere caratteristiche differenziative distinte. Non è un tumore maligno e si sviluppa allo stesso tasso dei tessuti circostanti: si compone di elementi del tessuto trovati normalmente in quella sede, ma che stanno sviluppandosi in una massa disorganizzata e si sviluppa insieme e allo stesso ritmo dell’organo da cui il tessuto origina.
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