ametropia

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ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2018 alle 0:23

Dal greco ἀ– (án → prefisso inversivo), μέτρον (métron → misura) e -ωπία (opía → vista): anomalia di rifrazione dell’occhio; in un occhio otticamente normale, come avviene nell’occhio emmetropico, ad accomodazione rilassata, i raggi paralleli, provenienti da un punto oggetto posto all’infinito, convergono sulla retina a formare un punto immagine, che in questo caso coincide con il fuoco immagine del sistema ottico. Nell’ametropia, ciò non avviene, a causa di difetti di struttura del cristallino o da malformazione del globo oculare; tale alterazione può essere classificata in ipermetropia [dal greco υπερ (hyper → in eccesso), μέτρο (métron → misura) e -ωπία (opía → vista)], dove la misura in eccesso è riferita alla lunghezza focale, condizione in cui il fuoco immagine si trova oltre il piano retinico.; miopia [dal greco μυω (myomuscolo contratto, sottintendendo la chiusura) e ωψ (ops → occhio)], dall’abitudine delle persone miopi di fessurare le palpebre per vedere meglio), condizione in cui il fuoco immagine si trova davanti al piano retinico; astigmatismo [dal greco ἀ– (án → prefisso inversivo/privativo) associato a στιγμα (stigma → punto)], condizione in cui non si vi è la presenza di un singolo punto focale.

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