ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2018 alle 15:55
Detta anche cobalofillina, normalmente conosciuta col nome di proteina-R (o fattore-R), è una glicoproteina prodotta dalle ghiandole salivali che fa parte della famiglia delle transcobalamine, molecole proteiche che svolgono un ruolo di trasporto e protezione delle cobalamine; poiché le differenti forme di Vitamina B12 sono particolarmente sensibili alla cloridria gastrica ed al pH del chimo, per evitarne l’inattivazione o la distruzione, l’aptocorrina si lega fortemente alle cobalamine liberate nel lume dello stomaco dalla pepsina. Infatti, nonostante l’elevata idrosolubilità della Vitamina B12, il transito gastrico e la permanenza nel lume intestinale sono in grado di alterare le funzionalità biologiche di una molecola così reattiva, provocando potenzialmente sindromi carenziali: viceversa, grazie all’elevata affinità molecolare della cobalofillina, la molecole di cobalamina vengono coniugate, rendendole biochimicamente protette dall’acidità dell’ambiente gastrico, venendo in questo modo trasportate attraverso il piloro a livello del duodeno dove, le proteasi prodotte pancreas e l’ambiente alcalino sono in grado di scinderne i legami, favorendo la liberazione della Vitamina B12 che può legarsi, a questo punto, con il fattore intrinseco, una sostanza prodotta dalle cellule ossintiche dello stomaco, in grado di proteggere le cobalamine nel loro viaggio verso l’ileo e di favorirne l’assorbimento a questo livello.
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