aticofilia

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ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2023 alle 23:29

definizione

Il piacere per i danni, i dolori e le disgrazie che capitano agli altri: può essere considerato un sinonimo di schadenfreude; dal greco ἀτυχής (atychḗs → sfortunato) e φιλία (philía → amore, passione). Anche se oggigiorno si tende ad utilizzare la parola tedesca schadenfreude, già Aristotele, nel “Nicomachean Ethics”, aveva coniato parola ἐπιχαιρεκακία (epikairekakìa → il rallegrarsi del male di altre persone) per descrivere questo sentimento: da ἐπιχαίρω (epikàiro → rallegrarsi), e κακία (kakìa → cattiveria, malevolenza) rappresentando la sensazione di disagio e di dolore provocato dalla delusione che l’altro stia meglio di noi, incapaci di condividere il suo benessere, che ci porta a provare il sollievo di non essere chi incappa in qualche pesante figuraccia e di vedere che chi ci sta di fronte non è perfetto, ma che anzi le cose gli vanno male; come dice un antico proverbio giapponese suggerisce «La sfortuna degli altri è dolce come il miele».

Può essere considerato, nelle forme più estreme, una particolare declinazione del sadismo, magari meno appariscente: può essere considerato un “compiacimento malevolo” verso il prossimo, derivante, spesso, dalla scarsa considerazione di sé che viene in parte compensata dalla illusoria consolazione che anche gli altri siano di insufficiente valore.

In realtà, tutti, in qualche momento della vita, di provare piacere di fronte al disagio di un altro: anche se solitamente non è un sentimento di cui si è fieri, è un impulso innato e comune a ognuno; l’attrazione che si prova nell’osservare gruppi di persone in condizioni di difficoltà o patimento è la causa del successo degli spettacoli che da sempre “allietano” l’essere umano: dai giochi nel Circo Massimo organizzati dai Romani, ai programmi televisivi che fanno leva sull’emotività degli spettatori assetati del dolore altrui.

In fondo l’essere umano è attratto dallo spettacolo della sofferenza e della sfortuna altrui, provando una combinazione di curiosità morbosa e appagamento che si prova nel vedere qualcuno mettersi in una situazione di difficoltà o pericolo, o addirittura provare disperazione e soffrire: la sconfitta degli altri come riscatto personale

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