ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2020 alle 16:38
Dal greco κακός- (kakós- → cattivo, sgradevole) e ὀσμή (osmḗ → odore, profumo, odorato, sensibilità olfattiva): percezione esagerata di un odore sgradevole, che può essere reale, come forma d’iperosmia (cacosmia oggettiva), o immaginaria (cacosmia soggettiva), per la presenza di osmeni; in questo secondo caso deve essere considerata una forma di disosmia, più specificamente di parosmia, talvolta iscrivibile alle fantosmie, ed è classificabile tra le patologie qualitative dell’olfatto, poiché legata all’identificazione erronea degli odori dell’ambiente circostante.
Nelle forme oggettive, l’odore, talvolta, è percepibile da chi circonda il soggetto: spesso una delle cause è la presenza d’infezioni nasali, sinusali o paraodontali, come nelle sinusiti o adeno-tonsilliti o negli ascessi dentali, situazioni in cui è presente muco, spesso maleodorante secondo il grado dell’infezione, o secrezioni purulente; interessante notare che “puzzo” ha la stessa radice etimologica di pus, cioè πύον (pýon → marciume). Alcune cacosmie sono originate dalla presenza di un corpo estraneo, come, ad esempio, frammenti di cibo che transitano dalle vie aeree, come conseguenza di disfagia, o può indicare la presenza di tumore delle fosse nasali.
La Kinesiologia Transazionale®, permette, attraverso la normalizzazione del riflesso olfattorio (normalizzazione della qualità della secrezione mucosa dell’epitelio nasale) o la riattivazione dei riflessi Eustachiali (facilitazione dell’evacuazione dei ristagni presenti a livello dei seni respiratori e delle tube di Eustachio) di migliorare sensibilmente il quadro disfunzionale e ridurre la presenza di fattori scatenanti, agenti causali o cofattori eziologici che generano il cattivo odore percepito.
Viceversa, le manifestazioni di tipo allucinatorio (ove non esiste uno stimolo sensoriale) o di tipo illusionale (forme di alliestesia, dove uno stimolo sensoriale olfattivo non disgustoso, è percepito come sgradevole) sono spesso espressione di lesioni delle vie olfattive periferiche quali le malattie delle fosse nasali e delle cavità annesse, quali ozena, cancro ulcerato, sifilide, sinusite, ma anche neuriti tossiche o infettive del nervo olfattivo; altre volte sono espressione di lesioni del sistema nervoso centrale come nel caso dell’epilessia a partenza dalla zona uncinata (crisi uncinate) o traumi e tumori cerebrali meningiomi. Spesso fanno parte di manifestazioni psichiatriche come l’isteria o la schizofrenia, ma possono essere associati anche a situazioni di forte stress, morbo di Alzheimer o emicrania; anche l’iperestesia olfattiva gravidica, spesso, si manifesta con sensazioni odorose sgradevoli.
L’opposto della cacosmia è l’euosmia forma di fantosmia in cui l’odore viene percepito come gradevole alla presenza di sostanze maleodoranti o come osmene.
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