ultimo aggiornamento: 6 Ottobre 2020 alle 20:26
definizione
Mal di testa, in genere cronico, caratterizzato da manifestazioni di tipo emicranico o cefalgico, causato da problemi a livello delle vertebre cervicali o dei tessuti del collo; la manifestazione algica può essere, o meno, associata a rigidità e dolori del collo: il dolore è, spesso, unilaterale con insorgenza a livello nucale e irradiazione anteriore fino alla fronte, talvolta accompagnato da brachialgia che si proietta fino alla mano.
In genere, i sintomi sono scatenati o esacerbati da movimenti del collo o posture che inducono un sovraccarico dei muscoli e delle articolazioni del collo; la fotofobia o fonofobia, tipici dell’emicrania, sono solitamente assenti, mentre la nausea, dovuta alla stimolazione dei nervi vaghi a livello sub-occipitale è spesso presente, così come è costante la presenza di problematiche croniche a livello dell’articolazione temporo-mandibolare o cervicali.
eziopatogenesi
L’eziologia può essere piuttosto eterogenea, in quando le sindromi in grado potenzialmente di scatenare una cefalea che si origina da collo sono innumerevoli: sicuramente, fra i principali responsabili, si possono annoverare tutti quei quadri disfunzionali o patologici che applicano vettori distorsivi o cuncussivi a livello del rachide o dei tessuti molli del collo, come, a titolo esemplificativo, i colpi di frusta, l’attività ginnica con sollevamento di pesi sopra il capo, o le attività professionali come quella della parrucchiera, la carpenteria o la guida di mezzi pesanti.
L’elemento patogenetico comune a queste forme è la presenza di cefalea secondaria ad una disfunzione cervico-occipitale, in particolar modo delle articolazioni delle prime tre vertebre cervicali, pur potendo presentare l’interessamento anche di segmenti inferiori: la convergenza di input sensoriali dall’articolazione atlanto-occipitale o da quella atlanto-epistrofeale, quelli che originano dalle articolazioni zigapofisarie delle vertebre cervicali o dai dischi intervertebrali, le informazioni propriocettive provenienti dai muscoli sub-occipitali o dalla dura madre spinale e cranica, veicolate in particolar modo dal nervo grande occipitale e dal nervo piccolo occipitale, sono elementi che possono contribuire all’iperstimolazione nocicettiva del complesso trigeminale, substrato neurologico all’insorgenza del mal di testa.
L’imbricamento dei condili occipitali è una costante quando siano coinvolti i muscoli sub-occipitali e l’articolazione atlanto-occipitale: questa articolazione è sottoposta a forze che tendono a favorire l’alterazione dei rapporti spaziali fra la “sfera craniale” ed il supporto su cui è adagiata, cioè la superficie articolare dell’atlante; i movimenti di “rocking”, per quanto potenti, non esercitano un’azione distorsiva paragonabile alle forze implicate nel “rolling”. La conseguenza delle forze che agiscono sulla giunzione tra atlante e occipite, è l’insorgenza di disfunzioni articolari come l’instaurarsi di sublussazioni dell’atlante, il manifestarsi di occipital condyles interlocking o e atlo-occipital jamming, spesso accompagnati dalle distonie dei rockers o dei muscoli sub-occipitali, squilibri del diaframma cerebellare, occiput inferiore o altre disfunzioni che coinvolgono l’articolazione.
Il risultato è il coinvolgimento di strutture neurologiche (midollo spinale, nervi somatici e nervi del sistema nervoso autonomo, nervo vago), vascolari (arterie vertebrali, arterie carotidi, vena giugulare), sistema cranio-sacrale (meningi coinvolte direttamente a livello del triangolo di Tillaux), solo per citare alcune, che nella migliore delle ipotesi possono originare distonie neuro-vegetative, cefalee od emicranie, vertigini, acufeni e tinnitus, disprassie, disestesie e disergie.
che fare
Interventi volti a riequilibrare i corretti rapporti muscolo-scheletrici, come quelli di un professionista in Kinesiopatia®, sono essenziali per ritrovare un equilibrio funzionale fra muscoli agonisti, muscoli sinergici o muscoli antagonisti: grazie a tecniche di Kinesiologia Transazionale®, attraverso il test muscolare, è possibile verificare la presenza di reattività muscolari, che possono coinvolgere le strutture del collo o dell’articolazione temporo-mandibolare o dell’area dell’osso joide, o di atlanto-occipital jamming; la possibilità di ricorrere ad una valutazione multidimensionale permette di identificare, nella poliedricità causale, i fattori scatenanti o le spine irritative che sono alla base del mal-essere.
La “riequilibrazione del diaframma cerebellare” è, spesso, uno strumento per la riprogrammazione neuro-mio-fasciale indispensabile per permettere al sistema nervoso di interpretare correttamente gli stimoli propriocettivi o nocicettivi provenienti dall’area cervicale.
Anche il Cranio-Sacral Repatterning®, grazie allo “sblocco sub-occipitale”, ovvero alla decompressione dei condili occipitali, o all’unwinding fasciale del collo, si rivela una preziosa risorsa per favorire il recupero di una normale funzionalità e interrompere il loop tensivo che sottostà alla cefalea cervicogenica.
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