ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2020 alle 23:02
Dal greco κέρας (kéras → corno) e κῶνος (kónos → cono): distrofia corneale progressiva non infiammatoria che provoca una deformazione della cornea, che da sferica diventa conica, provocando in genere diminuzione del visus, astigmatismo e miopia spesso elevata: la patogenesi è poco nota e può colpire uno o, nella maggior parte dei casi, entrambi gli occhi. A causa di un’anormalità strutturale delle fibre collagene che compongono lo stroma corneale, si osserva un progressivo assottigliamento ed allungamento della cornea verso l’esterno, forma distrofica detta ectasia, causata dalla pressione intraoculare: si verifica, come come conseguenza, un incremento della curvatura corneale che diviene irregolare, con perdita di sfericità, ed assume un tipico apice di forma conica. Esiste una relazione con le disfunzioni delle ghiandole endocrine, in particolare nelle alterazioni dell’ipofisi o della tiroide o una certa importanza ai fattori genetici,alle collagenopatie o all’atopia; fattori ambientali come l’eye-rubbing (cioè lo stropicciamento insistente degli occhi), l’uso di lenti a contatto e la concomitanza di patologie allergiche sembrano rientrare fra le eziologie favorenti la malattia. Spesso l’esordio è subdolo, potendo manifestarsi con una riduzione del visus per una miopia incipiente a cui si associa un astigmatismo irregolare; nello stadio avanzato il cheratocono può essere notato osservando la cornea di profilo. Sintomi tipici sono affaticamento della vista, perdita dell’ossiopia, intesa come acuità visiva, algia oculare e bruciore, diplopia o poliplopia, fotofobia o senso di abbagliamento persistente, iperlacrimia o, paradossalmente, xerosi oculare, che può contribuire alla formazione di cicatrici corneali. Manifestazioni di accompagnamento possono essere cefalea, emicrania, cervicalgia miotensiva, vertigine ed obnubilamento del sensorio. Indipendentemente dai presidi ortottici o dalla chirurgia refrattiva, l’utilizzo del Cranio-Sacral Repatterning®, spesso, sortisce buoni effetti, almeno nella fase iniziale, rallentando, almeno all’apparenza, la progressione della degenerazione oculare. In genere si ottengono benefici sia con l’utilizzo di tecniche riequilibrazione generalizzata del sistema cranio-sacrale, quali il reset temporo-vascolare o il rocking mastoideo, sia con tecniche di correzione delle disfunzioni della sincondrosi sfeno-basilare, poiché le forze agenti sullo sfenoide sembrano agire anche sulle strutture oculari, contribuendo alla deformazione conica dell’occhio.