click mandibolare

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ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2022 alle 13:34

definizione

Chiamato a volte anche clicking dell’A.T.M. o scroscio mandibolare, il click articolare (termine che descrive onomatopeicamente il suono che spesso si riproduce), talvolta detto anche scatto mandibolare, è il tipico rumore articolare della mandibola spesso accompagnato da dolore, che si manifesta in alcune persone nell’atto di aprire la bocca per masticare, parlare, ridere e, soprattutto, nello sbadigliare.

Nei casi più gravi il click mandibolare può accompagnarsi a cefalea, cervicalgia, dolori musco-tensivi localizzati alla bocca, alla base del cranio e, nella zona perioculare o a livello cervicale, fissazione atlanto-occipitale; il fastidio facciale e mandibolare può irradiarsi alle strutture adiacenti coinvolgendo l’orecchio, causando frequenti otodinia, otalgia, vertigini e perdita di equilibrio, ovattamento auricolare e fullness, acufene, dolori nella regione dell’orecchio interno che si irradiano nella zona temporale e lungo il ramo mandibolare: spesso il clicking mandibolare è un prodromo o uno dei sintomi tipici della sindrome di Costen, della D.T.M. (disfunzione temporo-mandibolare) o essere un’espressione della cosiddetta disfunzione cranio-cervico-mandibolare (D.C.C.M.).

Il click mandibolare può essere considerato una patologia intracapsulare caratterizzata da una piccola vibrazione o da un rumore netto, più facilmente apprezzabile in fase di apertura ma presente anche in chiusura: una incoordinazione disco-condilare causata, in genere, da una postura mandibolare patologica (solitamente retrusione mandibolare) che costringe il sistema muscolo-articolare (muscoli masticatori) a compensare lo stato di squilibrio; per quanto il gioco articolare e l’articolarità dell’A.T.M. permettano una certa tolleranza, il menisco articolare, in queste condizioni, viene sottoposto a forme di discinesia articolare, anche in considerazione del fatto che spesso la mancata stabilizzazione articolare causata dallo squilibrio dai muscoli masticatori tende a traslare il menisco stesso ed il condilo mandibolare, rispetto al centro articolare.

L’insorgenza del clicking dell’A.T.M. è la diretta conseguenza della perdita, in sede articolare, di questo equilibrio precario come conseguenza dell’esaurimento delle capacità di adattamento personale che porta, nel tempo, alla formazione di discinesie, al cedimento delle strutture di sostegno ed allo sviluppo di danni a carico del menisco articolare: non di rado tale situazione è direttamente o indirettamente associata alla presenza di retrusione mandibolare (forzata) che causa (o è conseguenza) di malocclusione dentale, interessamento con scivolamento indietro del condilo mandibolare, stiramento del muscolo pterigoideo esterno e delle strutture intracapsulari ed extracapsulari, spasmo del muscolo massetere, del muscolo pterigoideo interno e di alcuni vettori del muscolo temporale, oltre che al coinvolgimento del muscolo buccinatore e del muscolo orbicolare della bocca. Il risultato dell’alterazione del coordinamento muscolare è l’insorgenza di paracinesie, di parafunzioni e di movimenti passivi o involontari che non rientrano nel normale R.O.M. dell’articolazione temporo-mandibolare.

 

 

 

 

 

 

eziopatogenesi

Il click articolare, pertanto, altro non è che una forma di discinesia articolare: è riconducibile ad un malfunzionamento dell’articolazione temporo-mandibolare, anche se i fattori causali possono essere conseguenza di un disturbo funzionale delle strutture quali tendini, legamenti e muscoli che collegano l’osso mascellare con il cranio o, addirittura essere l’espressione di un quadro disfunzionale cervicale o addirittura ascendente (per approfondimenti delle relazioni fra le disfunzioni ascendenti e l’area stomatognatici si veda → Kinesiopatia® & Odontoiatria).

Per quanto si possa sospettare una poliedricità causale nella genesi della disfunzione dell’A.T.M., espressione di un quadro di disordine più generalizzato che investe l’intero apparato stomatognatico che può coinvolgere anche altri apparati, le più recenti conoscenze di fisiopatologia neuromuscolare hanno mostrato che l’alterazione alla base del clicking articolare, più comunemente riscontrata, è lo sviluppo di malocclusione: il disallineamento della bocca e della mascella, la presenza di precontatti occlusali, il bruxismo, noxæ iatrogene (come errata ortodonzia, endodonzia ricostruttiva o prostodonzia non funzionale, …) cattive abitudini come l’onicofagia, la cheilofagia o masticare continuamente chewingum possono essere responsabili del clicking mandibolare. Anche alcune patologia come la sindrome di Costen, la disfunzione temporo-mandibolare, la disfunzione cranio-cervico-mandibolare, ma anche l’artrite reumatoide o l’artrosi dell’articolazione temporo-mandibolare possono danneggiare la cartilagine articolare, e perciò rendere più difficili e dolorosi i movimenti della mandibola, così come traumi facciali, lesioni della mascella, dislocamento o lussazione, le infezioni di alcune ghiandole della bocca o le apnee notturne possono essere possibili elementi causali: sul piano teorico qualunque alterazione dell’occlusione dentale può portare ad una degenerazione morfo-funzionale delle articolazioni temporo-mandibolari; in quasi tutti i casi, questa particolare espressione clinica si riscontra comunemente nei soggetti che manifestano importanti perdite della dimensione verticale a livello occlusale in associazione (o meno) con la retrusione mandibolare e/o l’anteriorizzazione del disco articolare.

scroscio mandibolare: che fare?

Vista la possibile poliedricità causale, il trattamento del clicking mandibolare deve prendere in considerazione sia la possibile multifattorialità, sia le differenti eziologie, per effettuare un’appropriato intervento efficace: la possibilità di effettuare una valutazione multidimensionale deve essere considerata un elemento imprescindibile: il professionista del ben-essere, specializzato in Kinesiopatia® e/o Kinesiologia Transazionale®, attraverso opportuni test muscolari e valutazioni funzionali, ha la possibilità discriminare le possibili cause e le eventuali soluzioni.

Anche se, a volte, può essere sufficiente cambiare il modo di mangiare, evitando di masticare cibi duri o croccanti, che possono esacerbare lo schiocco della mascella, e preferendo cibi morbidi e piccoli bocconi, la valutazione (ed eventuale riequilibrazione) delle disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare, lo studio dell’azione dei muscoli masticatori e della loro sinergia d’azione, l’identificazione della presenza di denti neurologici sono possibili step necessari per identificare in che modo agire efficacemente per correggere la disfunzione articolare.

Essendo l’area stomatognatica uno dei “terminali di scarico” delle tensioni emotive, non bisogna sottovalutare la possibilità che essendo lo scroscio espressione dalla somatizzazione di situazioni di distress e disconfort, l’utilizzo delle tecniche di allentamento dello stress emotivo, il ricorso all’utilizzo dei riflessi neuro-vascolari si dimostrano, spesso, validi mezzi per ridurre l’impatto della componente “emotiva”, invariabilmente presente in questi quadri disfunzionali.

In molti casi è opportuno adottare cambiamenti dello stile di vita e/o utilizzare dispositivi che aiutano a evitare di serrare la mascella e digrignare i denti, ovvero ricorrere a placche di svincolo occlusale (bite), riposizionatori occlusali, specialmente nei soggetti che soffrono di bruxismo: l’uso di questo complemento terapeutico permette di accelerare la riprogrammazione neuro-mio-fasciale dei muscoli masticatori e ridurre la traumatologia a livello dei denti, migliorando i rapporti articolari fra il condilo della mandibola e l’acetabolo del processo zigomatico dell’osso temporale. L’utilizzo di esercizi rilassanti della muscolatura, da ripetere quotidianamente, sono elementi utili a facilitare il processo di riequilibrazione ed a favorire l’allungamento dei legamenti mandibolari, quando questi siano soggetti a fenomeni fibrotici.

Qualora la componente stressogena assuma un ruolo significativo, è possibile rinforzare il lavoro specifico sull’area stomatognatica (o su possibili fattori causali ascendenti o discendenti che agiscano su di essa) attraverso una appropriata integrazione alimentare mirata a ridurre lo stress, gli effetti della vulnerabilità emotiva o l’algia. Il professionista del ben-essere, grazie alle sue competenze ed all’uso del test nutrizionale, è in grado di suggerire possibili supplementi che aiutino la transizione verso un maggiore benessere: in genere prodotti come il Total 5 HTP od il Serene Renew sono in grado di aiutare a ridurre l’impatto del disagio emotivo, facilitando il lavoro di allentamento dello stress, così come esistono differenti integratori alimentari in grado di agire sullo stress fisico e/o mentale (Core Level Adrenal, DSF Formula, Total Brain, solo per citarne alcuni) o sul dolore e la tensione (Liga PN); per maggiori approfondimenti si consiglia di visitare il sito NUTRIWEST.IT.

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