definizione
Lemma usato per indicare l’anca (os coxae) sia nella terminologia scientifica, sia, soprattutto, per descrivere condizioni patologiche, dal latino coxa (→ anca, coscia); corrisponde alla porzione laterale e postero-laterale della radice dell’arto inferiore: col termine coxa si tende a designare più specificamente la porzione articolare dell’osso iliaco (articolazione coxo-femorale), costituita da un’impalcatura scheletrica, cioè dall’acetabolo (detto anche cotile o orbita coxale), presente sulla faccia esterna dell’osso innominato, e dalle parti molli che la rivestono.
Esempi dell’utilizzo in ambito patologico possono essere:
→ coxa valga: deformità dovuta a eccessiva inclinazione del collo del femore rispetto all’asse femorale; questo comporta, solitamente, deformità in abduzione e contemporanea extrarotazione del femore.
→ coxa vara: anomalia dovuta alla diminuzione del normale angolo di inclinazione del collo femorale rispetto all’asse femorale; la conseguenza è una deformità in adduzione dell’anca.
→ coxa plana: chiamata anche anche osteocondrite infantile dell’anca o epifisite superiore necrotica del femore, è una malattia dell’infanzia, ad eziologia sconosciuta, caratterizzata dalla necrosi del nucleo di ossificazione della testa femorale, che comporta la perdita della sfericità e l’appiattimento della stessa per cui questa si sviluppa appiattita, anziché sferica.
→ coxa profunda: detta anche orbita profonda, è un approfondimento, spesso costituzionale, della parte concava (l’inserto acetabolare corrispondete, grossolanamente alla faccia semilunare dell’acetabolo ed alla fossa acetabolare) della articolazione coxo-femorale che, per la sua struttura a cupola, presentando una più profonda cavità ed una più ampia superficie di scorrimento articolare abbraccia più intimamente la porzione sferica, ricoperta di cartilagine, della testa del femore.
→ coxa saltans: conosciuta anche come sindrome dell’anca a scatto o, in inglese, snapping hip syndrome (→ sindrome dell’anca che schiocca), è una disfunzione caratterizzata da uno scatto, non necessariamente doloroso, che si verifica in situazioni particolari di movimento, come la corsa o specifici movimenti dell’articolazione coxo-femorale.
→ coxa magna: allargamento e deformazione asimmetrica circonferenziale del collo del femore e della testa del femore che ne provoca la deformazione: quest’ultima assume un aspetto tozzo e accorciato, associato ad un collo femorale corto e largo: questa definizione può essere utilizzata anche per descrivere una testa femorale di dimensioni superiori almeno al 10% di quella controlaterale.
→ coxite: processo infiammatorio (artrite) dell’anca: l’eziopatogenesi può essere conseguenza di agenti virali o batterici oppure costituire una localizzazione di malattie sistemiche delle articolazioni (malattia reumatica, artrite reumatoide) o essere l’esito di processi disfunzionali dell’anca derivanti da posture scorrette, tensioni osteo-artro-mio-fasciali che coinvolgono il rachide e gli arti inferiori; la sintomatologia iniziale si esprime comunemente come senso di faticabilità dolorosa dell’arto che evolve in una riduzione della funzionalità articolare e del R.O.M., con netta diminuzione dell’ampiezza dei movimenti e particolari atteggiamenti viziati come arto flesso, addotto o abdotto, intra- o extraruotato.
→ coxartrosi: localizzazione dell’artrosi a livello dell’anca, può manifestarsi a livello monolaterale o bilaterale; questa patologia, solitamente abbastanza frequente ed invalidante, è l’esito dell’alterato equilibrio e delle relazioni fra il bacino ed il tratto lombare. I casi più gravi possono richiedere il ricorso a endoprotesi con la sostituzione della testa del femore e dell’acetabolo con strutture protesiche costruite con materiali diversi, di varia composizione.
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