dismetria

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Col termine dismetria, in medicina vengono indicate differenti manifestazioni: dal greco δυσ– (dys-), prefisso che indica alterazione, malformazione, difettoso funzionamento, anomalia e –μετρία (-metría), derivato di μέτρον (métron → misura); a dismetria si contrappone eumetria.

dismetria degli arti – locuzione con cui si indica una differenza di lunghezza a carico degli arti; deve essere considerato un sinonimo di eterometria e si contrappone ad eumetria: in genere occorre distinguere se l’asimmetria derivi da una ipometria di un arto o da una ipermetria dell’arto controlaterale. L’eterometria è una anisomelia che riguarda la lunghezza degli arti omologhi.

dismetria motoria – quadro neurologico riconducibile ad una lesione del cervelletto o del midollo spinale, caratterizzata mancanza di misura dei movimenti volontari, che risultano eccessivi o deficitari, ovvero dall’incapacità a controllare esattamente l’ampiezza del movimento, spesso associata all’atassia. Il soggetto che ne è affetto presenta una mancanza di coordinazione delle attività motorie, per cui il movimento stesso che presenta un insufficiente conseguimento (ipometria motoria) oppure un superamento della posizione prevista (ipermetria motoria) con la mano, braccio, gamba o occhio), come conseguenza di un impulso iniziale troppo forte o per arresto tardivo. Per questo motivo chi ne soffre presenta difficoltà nell’eseguire piccoli movimenti, che divengono rapidi, bruschi e non raggiungono l’obiettivo desiderato: classico esempio di dismetria è la difficoltà a toccarsi correttamente la punta del naso con l’indice (prova indice-naso). La dismetria motoria implica un disturbo della regolazione propriocettiva dei movimenti: è un importante sintomo di lesione del cervelletto o del midollo spinale.

Anche la difficoltà di prensione degli oggetti può essere un problema di dismetria neurologica; deve essere distinta e non confusa con la stereotassi in quanto in questo caso la problematica non è insita nella capacità di controllo motorio ma piuttosto nell’orientamento spaziale tridimensionale, ovvero nella corretta capacità di percezione della posizione assunta da un soggetto, nello spazio, rispetto a punti di riferimento, siano essi corpi solidi o piani cartesiani. Ugualmente deve essere considerata differente dalla stereoagnosia, che, viceversa, è la mancanza della facoltà di identificare gli oggetti mediante il contatto a occhi chiusi, ovvero di riconoscere, al tatto, la forma, le dimensioni, la consistenza, la natura di un oggetto per mezzo del contatto (epidermico, ma anche palpatorio).

⇒ dismetria oculare – fenomeno patologico dell’accomodazione, che consiste nel superare la mira durante la fissazione dello sguardo, seguito da rapide oscillazioni di ampiezza progressivamente minore, fino al raggiungimento della fissazione dell’oggetto; la dismetria oculare è legata a lesioni del verme e dei nuclei cerebellari profondi.

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