ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2025 alle 19:21
definizione
Chiamato anche con il nome di emazia o, semplicemente, globulo rosso è una cellula del sangue che determina la colorazione rossa del sangue: sono cellule ematiche prive di nucleo, la cui funzione è il trasporto dell’ossigeno dai polmoni verso i tessuti e di una parte dell’anidride carbonica dai tessuti ai polmoni (che provvedono all’espulsione del gas all’esterno del corpo), attraverso l’emoglobina in essi contenuta (intimamente connessa alla respirazione); dal greco ἐρυθρός (erythròs → rosso) e κύτος (cýtos → cellula).
È uno dei tre elementi corpuscolati del sangue (detti anche elementi figurati del sangue) che, insieme ai leucociti ed alle piastrine, gli conferisce qualità di fluido strutturato: negli esseri umani i globuli rossi sono cellule anucleate, di forma discoidale lievemente biconcava, dal diametro di circa 7 μm: il nucleo scompare progressivamente nel corso dei processi maturativi cellulari, così come durante l’eritropoiesi si osservano modificazioni tintoriali del citoplasma, per effetto della variazione del suo contenuto. Nell’uomo in un millimetro cubo (mm3) di sangue sono contenuti ~ 5.000.000 (4,5×106 ÷ 6×106/mm3) di globuli rossi, mentre nella donna, in genere, sono ~ 4.500.000 milioni di cellule per 100ml (4×106 ÷ 5,5×106/mm3).
Il gruppo sanguigno di ogni individuo è determinato dalla presenza di antigeni sulla membrana dei globuli rossi: secondo la classificazione AB0, ogni globulo rosso presenta un antigene che viene poi arricchito di un fucosio diventando antigene H a cui può essere aggiunta una N-acetil-galattosamina o un galattosio formando rispettivamente gli antigeni A e B, che possono essere presenti singolarmente, in coppia o assenti.
In varie condizioni morbose i globuli rossi possono mostrare disuguaglianza di forma (poichilocitosi), di dimensioni (anisocitosi), di forma e dimensioni (anisopoichilocitosi), di colore (anisocromia); in questo ultimo caso, essendo la colorabilità in rapporto al contenuto in emoglobina, a seconda che la colorazione sia accentuata, normale o diminuita, si parla di ipercromia, normocromia, ipocromia; una variazione nella forma degli eritrociti può avvenire a causa di sfasamenti nella concentrazione ionica del plasma: una diminuzione della concentrazione (ipotonicità) del sangue porta all’entrata dell’acqua nelle emazie fino all’eventuale conseguente rigonfiamento che può portare a emolisi per scoppiamento (plasmolisi) mentre un aumento della concentrazione (ipertonicità) comporta l’uscita dell’acqua causandone una disidratazione che porta a un raggrinzimento irregolare che produce protuberanze spinose per le quali sono detti echinociti.
Con il termine anemia si intende una riduzione dell’emoglobina con un conseguente deficit più o meno grave del trasporto di ossigeno.
forma – struttura – funzione
I globuli rossi sono noti per la loro caratteristica forma di disco biconcavo, con uno spessore di 0,8 µm al centro e 1,9 µm alla periferia, pur presentando dimensioni sono piuttosto variabili: il diametro medio si aggira intorno ai 7 µm di diametro, pur potendo ingrandirsi fino a 9 µm (macrociti) o ridursi fino a 6 µm (microciti); la forma biconcava, oltre a facilitare gli scambi gassosi aumentando il rapporto superficie/volume rispetto alla forma sferica, assieme alla fluidità della membrana permette all’eritrocita di deformarsi facilmente, così da poter passare anche attraverso i capillari più piccoli.
I globuli maturi sono cellule dotate di membrana esterna e di citoplasma, ma prive di nucleo e di organelli citoplasmatici, poiché il nucleo e i mitocondri vengono espulsi durante la differenziazione delle cellule progenitrici, mentre gli altri organuli si disintegrano: l’assenza di mitocondri, se da un lato costringe l’eritrocita a utilizzare, per le proprie esigenze energetiche, esclusivamente la respirazione anaerobia, dall’altro che l’ossigeno trasportato all’interno dell’emazia non venga utilizzato dai mitocondri del globulo rosso stesso.
Un globulo rosso adulto, completamente differenziato, contiene quasi esclusivamente emoglobina ed un numero limitato di enzimi, necessari per il mantenimento dell’integrità della membrana e per la funzione di trasporto dei gas, racchiusi solamente da una membrana plasmatica; l’alto contenuto emoglobinico conferisce all’eritrocita la sua tipica colorazione da rosa ad arancio/rosso; per la presenza del Fe++, l’emoglobina assume un colore rossastro, che aumenta quando il ferro si combina con l’ossigeno e diminuisce quando la globina si lega con l’anidride carbonica.
L’emoglobina è una proteina formata da quattro catene polipeptidiche, uguali due a due (due catene alfa e due catene beta). Ogni catena lega un radicale eme, che è una struttura capace di legare una molecola di ferro: una molecola di emoglobina, che contiene quattro radicali eme, è capace di legare quattro molecole di ferro che, a loro volta, legano l’ossigeno, rendendo l’emoglobina una proteina in grado di legare ossigeno e di cederlo ai tessuti in condizioni fisiologiche, in base alle loro necessità, di trasportare una piccola frazione dell’anidride carbonica prodotta dal metabolismo (circa il 20% della CO2); l’anidride carbonica non trasportata dai globuli rossi è disciolta nel plasma sotto forma di carbonato e attraverso il sangue raggiunge i polmoni.
Gli eritrociti, essendo cellule anucleate, non possono rinnovare il corredo di enzimi necessari alla riparazione dei danni ossidativi provocati dall’ossigeno trasportato (R.O.T.S.) e di altri danni ambientali che provocano l’invecchiamento cellulare con conseguente innesco di un processo di frammentazione: dopo 120 giorni di vita, l’emocateresi è favorita dall’accumulo di alterazioni dei componenti, lipidici e proteici, della membrana plasmatica, per l’azione di speciali cellule del sistema reticoloendoteliale presenti tutti i tessuti (sistema dei fagociti mononucleati o monocito-macrofagi), ma specialmente nel fegato e nella milza.
L’eritropoiesi è il processo di formazione degli elementi cellulari dei globuli rossi: l’eritropoietina è l’ormone regolatore in grado favorire la produzione di eritrociti, stimolandola proliferazione dei precursori eritroidi, inducendo la differenziazione degli emocitoblasti in eritroblasti e quindi in eritrociti e stimolando la sintesi di emoglobina negli eritroblasti; l’eritropoietina è una glicoproteina che viene sintetizzata principalmente dalle cellule iuxta-glomerulari del rene e, in minima parte, dal fegato e dal cervello: le cellule renali sono dotate di un sensore della quantità di ossigeno ed, in base al grado di ipossia (riduzione di ossigeno) del sangue che le irrora, regolano la secrezione di eritropoietina.
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