fernweh

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ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2023 alle 22:57

definizione

Il vocabolo fernweh è una parola composta che deriva dall’aggettivo tedesco fern (→ lontano) e dal sostantivo Weh (→ dolore): letteralmente potrebbe essere tradotta con “dolore per ciò che è lontano”, “dolore per la lontananza” o “dolore per i luoghi lontani”, anche se la traduzione della definizione stessa che ne danno i tedeschi, cioè “nostalgia della lontananza” («Sehnsucht nach der Ferne»), ne rende meglio il significato.

L’origine della parola risale al XIX° secolo: viene attribuita al principe Hermann von Pückler-Muskau che la utilizzò spesso nei racconti dei suoi viaggi in Europa e in Africa; nella sua biografia del 1843, a opera di August Jäger von Schlumb, si legge «Pückler sagt irgendwo in seinen Schriften, daß er niemals an Heimweh, vielmehr an Fernweh leide» (Pückler dice da qualche parte nei suoi scritti che non soffrì mai di Heimweh, quanto piuttosto di Fernweh).

Fernweh si configura come l’esatto contrario di Heimweh (“nostalgia di casa”), ossia la nostalgia dei luoghi che ci sono familiari, della nostra terra d’origine, quando ci troviamo lontani da casa.

Con fernweh si intende quel sentimento ben conosciuto non soltanto dai viaggiatori, ma da tutti coloro a cui sta stretta la quotidianità e che sentono il bisogno di evadere dalla routine, di viaggiare, di andare altrove tanto con il corpo quanto con la mente, all’insegna della scoperta del nuovo, di ciò che non è comune e familiare: in tal senso è sinonimo di wanderlust (il viaggio verso nuovi orizzonti), cioè “la voglia di vagare” o il “desiderio di esplorare”, anche se quest’ultima non presuppone una qualsivoglia forma di dolore o sofferenza, bensì è da intendersi come voglia vivace e carica di gioia di scoperta del nuovo.

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