fissazione articolare

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ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2020 alle 0:59

considerazioni sulla stabilità articolare

Il mantenimento della corretta postura, dell’habitus, in risposta alle forze che tendono ad alterare l’equilibrio e la centralità corporea, o l’effettuazione di movimenti coordinati e proporzionati è fra le priorità del Sistema Nervoso Centrale: nell’esecuzione del gesto, nell’atteggiamento spaziale statico o nella deambulazione, la priorità è mantenere un bilanciamento fra le forze espresse dai muscoli con compiti stabilizzatori, rispetto a quelle che, in un dato movimento, debbono poter attuare il movimento o conservare la posizione del corpo.

Il mantenimento della stabilità articolare è una necessità, per permettere ai muscoli di generare pienamente la loro potenza ed evitare l’insorgere di lesioni a livello delle articolazioni coinvolte nell’azione generata dalle catene cinematiche: le articolazioni devono, pertanto venire “fissate”, evitando, da un lato, un’eccessiva lassità con possibili distrazioni o sublussazioni articolari, e dall’altro, l’insorgenza di “rigidità” o “stiffness”, che potrebbero portare a generare eccessivo dispendio energetico, ridotta forza e diminuzione della velocità di esecuzione del gesto.

Pertanto la fissazione è, entro certi limiti, un fenomeno fisiologico e necessario per l’espressione dell’attività cinetica, che diviene patologico nel momento in cui, anziché rendere fissa o stabile l’articolazione, la blocca; lo scopo dei muscoli sinergici e dei muscoli stabilizzatori è quello di ancorare e stabilizzare il giunto articolare, creando un hypomochlion che funga da cardine del moto, mentre la stiffness articolare indica quello che da un punto di vista della Kinesiopatia® viene definita fissazione articolare, ovvero quel particolare il processo o fenomeno con cui viene limita il movimento, stabilizzando temporaneamente o permanente, qualcosa che normalmente dovrebbe o potrebbe essere mobile, creando rigidezza.

fissazioni spinali

Le fissazioni articolari si localizzano prevalentemente a livello assile coinvolgendo il rachide e dando origine alle fissazioni spinali (che coinvolgono sia le vertebre, sia le strutture come il cranio ed il bacino, a livello dell’interfaccia vertebrale): bloccando il movimento reciproco fra due o più vertebre, incidono sulla flessibilità ed estensibilità della colonna vertebrale.

Influiscono sulle risposte adattative dei muscoli cibernetici presenti a livello spinale, avendo ripercussioni sul meccanismo respiratorio primario; si possono verificare anche fissazioni limbiche che coinvolgono le radici degli arti a livello del rachide.

ortesi

Spesso le fissazioni articolari svolgono il compito di stabilizzare, in modo funzionale, la presenza di una lesione; l’ortopedia utilizza un approccio similare attraverso l’utilizzo di protesi iuxta-articolari, che fungono da tutori: qualora sia necessario stabilizzare le articolazioni è possibile ricorrere a ortesi, che  garantiscano lo sviluppo di una artrodesi, o di fissatori chirurgici, applicati per ridurre le fratture

risolvere le fissazioni

La Kinesiologia Transazionale® dispone di tecniche specifiche per il trattamento delle fissazioni articolari, sia che coinvolgano il rachide o l’area sub-occipitale, sia che coinvolgano le radici degli arti; dal punto di vista della semeiotica, l’utilizzo del test muscolare, in particolare il test bilaterale di muscoli specifici, permette di identificare, con relativa facilità, la presenza di questo blocco.

Il Cranio-Sacral Repatterning® risulta particolarmente efficace nella correzione dei blocchi atlanto-occipitali, grazie all’efficacia dell’atlas disengagement, o nella riarmonizzazione del movimento spinale o degli arti, attraverso l’unwinding fasciale.

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