ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2023 alle 22:57
definizione
Letteralmente, rapida alternanza di dilatazioni e restringimenti della pupilla, come se l’occhio venisse illuminato da una sequenza stroboscopica (flash); definito anche irrequietezza pupillare o, nella terminologia anglosassone, pinning eye (fissazione oculare, occhio a spillo) oppure flashing eye (lampeggiamento oculare, occhio lampeggiante), viene così chiamato per la presenza di una alternanza fra contrazioni e dilatazioni della pupilla, regolarmente visibili a occhio nudo, che si susseguono rapidamente (fluttuazioni pupillari)
Il flashing pupillare non va confuso con con l’hippus, a cui può sovrapporsi per le manifestazioni assimilabili: si differenziano soprattutto perchè il primo è direttamente connesso al dis-stress ed è direttamente collegato all’illuminazione pupillare, mentre il secondo è indipendente dal grado di luminosità.
descrizione
In condizioni fisiologiche, al diminuire dell’illuminazione, il diametro pupillare aumenta (midriasi), nel tentativo di incrementare la quantità di luce che colpisce i recettori visivi, aumentando la acuità e capacità visiva (visione scotopica); all’opposto quando l’occhio viene colpito da un luce intensa, lo sfintere si contrae per ridurre il flusso luminoso ed i muscoli radiali inducono la costrizione pupillare per facilitare l’accomodamento alla luce (miosi): il diametro della pupilla dipende dall’attività del muscolo sfintere della pupilla (innervato da fibre parasimpatiche) e dal muscolo dilatatore della pupilla (controllato dal sistema ortosimpatico/adrenergico).
In presenza di stress cronico, l’azione continuativa degli stressor può indurre una iperstimolazione ortosimpatica, con conseguente rilascio di adrenalina nel torrente circolatorio e riduzione della capacità costrittiva pupillare; talvolta, qualora subentrino situazioni di dis-stress che portano a fenomeni di ipoadrenia, cioè di “affaticamento surrenalico”, si possono creare alterazioni dell’equilibrio fra contrazione e dilatazione pupillare, provocando una fluttuazione fra miosi e midriasi: la conseguenza è il flashing pupillare. Si potrebbe considerare questa manifestazione come il risultato dell’incapacità delle fibre colinergiche di provocarne la contrazione in modo continuativo, per la stimolazione adrenergica ortosimpatica; volendo si potrebbe fare un paragone con un muscolo che, pur dovendo rimanere contratto, ciclicamente si rilassa, per poi contrarsi nuovamente, in una sorta di fascicolazione che provoca l’alternanza fra restringimento della pupilla (pinnng) e dilatazione della stessa (flashing).
Il fenomeno non deve essere sottovalutato, in quanto è responsabile dei fenomeni di fotofobia che accompagnano le manifestazioni di stress cronico, soprattutto in presenza di luce intensa; l’incapacità da parte del muscolo ciliare di adeguare il diametro pupillare si accompagna ad una contestuale riduzione della capacità di accomodamento del cristallino, dando luogo ad una apparente diminuzione della capacità visiva da lontano in situazioni di stress, soprattutto in presenza di una scarsa luminosità ambientale, come conseguenza dell’alterazione funzionale del muscolo ciliare, che incidendo sulla posizione del cristallino, influenza la capacità di vedere da vicino o da lontano (accomodazione).
Talvolta si manifesta un quadro di astenopia, caratteristico, che determina la sensazione soggettiva di “aver perso la vista” sia da lontano, sia da vicino, con difficoltà di concentrazione e focalizzazione visiva; il flashing pupillare in alcune occasioni si manifesta con anisocoria o è associato alla sindrome di Adie, ma soprattutto è frequentemente causa di fotofobia.
Grazie all’utilizzo del test muscolare, la Kinesiologia Transazionale®, è in grado di identificare la presenza di stressor biocidici, e di accertare quali possano essere le migliori tecniche per intervenire sia sulle cause che sugli effetti che questi esercitano sull’organismo.
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