flegma

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ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2025 alle 22:36

definizione

Chiamato anche flemma o pituita (da ghiandola pituitaria, da cui viene prodotto) è uno dei quattro umori dell’antica medicina ippocratica, presenti nell’organismo umano, insieme a bile gialla, atrabile ed umore rosso, corrispondente alla linfa, ma anche il muco denso che viene prodotto dalle mucose all’interno delle vie respiratorie; dal greco ϕλέγμα (flégmaphlegma [termine latino → umore, muco], umore viscoso) derivato da ϕλέγω (flégo → ardere, essere infiammato): intrinseca all’etimologia si evidenzia il concetto di “infiammare” (essere infiammato) o “bruciare” (ardere, come uno dei segno canonici dell’infiammazione, ovvero “calor”), conseguente ad uno squilibrio freddo umido.

Il termine sta ad indicare il processo infiammatorio o il suo essudato, poiché da un errato afflusso di linfa si originano infiammazioni; è l’umore freddo e umido che proveniva dal cervello, rappresentativo dell’energia dell’acqua: nasce, in particolare,  dalla ghiandola pituitaria (ipofisi) da cui discende nei polmoni per defluire dal naso e dalla bocca (e per questo, spesso, chiamata anche “catarro”).

La sua prevalenza nei confronti degli altri tre umori è alla base del cosiddetto «temperamento flemmatico», incline alla calma, alla lentezza e alla tranquillità, ma anche responsabile, in caso di eccesso, affetto dalla debolezza, dalla pigrizia, dalla goffaggine e dalla svogliatezza; da scarsa forza e scarsa sensibilità agli stimoli esterni, prevale la tendenza alla vita vegetativa: l’individuo flemmatico ama mangiare, e si sente in pace quando riposa. Non ama le attività ad alto dispendio di energia, mentre non disdegna quelle che richiedono una certa precisione e meticolosità, come il collezionismo; è l’umore in grado di alterare l’equilibrio armonico dei quattro umori presenti nell’organismo, responsabile delle malattie croniche, in particolare di quelle catarrali: secondo Ippocrate il flusso di flegma accumulato nella testa avrebbe potuto in tal caso discendere ed ostacolare il cuore ed il respiro, causando anche  disturbi della memoria e della comprensione oppure stati di epilessia (il “morbo sacro”, dovuto alla maledizione degli Dei).

«Vix sapiunt, hument, undasque frequenter oberrant,
Suspecti lentae crimine pigritiae.
Segniaque obliquat malè mundus pectora torpor,
Humida queis nimio Phlegmate membra madent.»

traduzione: “Non sono molto saggi, sono confusi e vacillano frequentemente, al punto di essere sospettati di essere lenti e pigri. E il mondo, coi suoi segni, deturpa miseramente il torpore del cuore, le cui membra umide sono inzuppate da un catarro eccessivo.”.

Il flegma non deve essere inteso come una sostanza fisica, bensì come una qualità, un principio sottile appartenente al piano eterico; in base alla legge dell’analogia, le manifestazioni fisiche associate al flegma sono il muco, la linfa, le lacrime, i fluidi lattiginosi, ed in genere i liquidi del sistema ghiandolare-ormonale, linfoide, uropoietico. Con le sue proprietà fredde e umide, il flegma è governato dalla Luna ed è associato all’inverno, alla vecchiaia, alla notte.

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