ipossiemia

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ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2025 alle 22:12

definizione

Anormale diminuzione della concentrazione (pressione parziale) di ossigeno contenuto nel sangue; spesso tale condizione si associa a ipossia, cioè a una ridotta quantità di ossigeno disponibile nei tessuti. Il termine è formato dal prefisso ipo (insufficiente), dal greco ὑπό (hypo → sotto), e dalla contrazione di ossigeno (generatore di acidi, di ossidi), composto da ὀξύς (oxýs → acuto, acido) e la radice γενή– (ghene-, → nato da), a cui è unito il il suffisso -emia (-αιμία), derivato di αἷμα (→ sangue).

Sebbene ipossiemia e ipossia non siano la stessa cosa, spesso si tende a confondere i termini e ad usarli in modo improprio; tale errore origina dal fatto che dalla prima (ipossiemia) deriva molto spesso la seconda (ipossia). Mentre l’ipossiemia riguarda esclusivamente la concentrazione dell’ossigeno nel sangue, l’ipossia riguarda l’ossigeno disponibile a livello dei tessuti, la cui carenza non è sempre dovuta a uno stato di ipossiemia.

L’ipossiemia è una condizione in cui il sangue arterioso contiene una quantità di ossigeno più bassa (o meno disponibile all’uso) rispetto al normale. In altre parole, corrisponde a dire che l’ossigeno contenuto nel sangue arterioso è scarso o poco utilizzabile; è una condizione potenzialmente molto grave, in quanto un sangue poco ossigenato non nutre a dovere i tessuti e gli organi presenti nel corpo: un organo o un tessuto affetto da ipossia conseguente al ridotto apporto si ossigeno dal sangue, funziona in modo inadeguato o non adempie più completamente a tutte le proprie funzioni. I principali organi del corpo, per i quali l’ipossiemia e, a seguire, l’ipossia rappresentano il pericolo maggiore, sono il cervello e il fegato.

possibili cause

L’ipossiemia insorge quando gli scambi gassosi tra sangue e atmosfera sono ridotti o, peggio ancora, impossibili; possibili condizioni a causa delle quali può verificarsi questo scambio deficitario sono:

→ ostruzione a livello delle vie aeree che conducono l’aria inspirata agli alveoli polmonari – possibili cause possono essere il muco in eccesso prodotto da gravi attacchi di asma oppure la presenza di un corpo estraneo inalato per sbaglio.

→ A.R.D.S. (sindrome da distress respiratorio acuto) – grave malattia dei polmoni, determinata da un danno dei capillari alveolari che, una volta danneggiati, non vengono più adeguatamente raggiunti dal sangue da ossigenare; le principali cause di ARDS sono la sepsi, un forte trauma al torace, l’inalazione di sostanze nocive e una polmonite grave.

→ farmaci che deprimono l’attività dei centri respiratori – i narcotici (come la morfina) e gli anestetici (come il propofol).

→ difetti cardiaci congeniti – patologie del cuore, presenti fin dalla nascita, come per esempio il cosiddetto difetto interatriale o il cosiddetto difetto interventricolare.

→ B.P.C.O. (broncopneumopatia cronica ostruttiva) – malattia dei bronchi e dei polmoni, a causa della quale si verifica una ridotta funzionalità polmonare.

→ enfisema polmonare malattia dei polmoni, dovuta a un’alterazione anatomica degli alveoli; può essere considerata una forma di broncopneumopatia cronica ostruttiva.

→ mal di montagna – gli effetti delle altitudini elevate cominciano a comparire attorno ai 2.500 metri: a questa altitudine, a causa della bassa pressione atmosferica, gli scambi gassosi tra sangue e atmosfera sono ridotti.

→ malattia polmonare interstiziale – stato morboso del polmone, in cui il tessuto polmonare è sostituito da tessuto cicatriziale che impedisce la normale respirazione, quindi anche l’ossigenazione del sangue.

→ polmonite – infiammazione dei polmoni di origine batterica (Streptococcus Pneumoniae, Staphylococcus Aureus o Mycoplasma Pneumoniae) o virale (virus influenzale, Adenovirus o Herpes Simplex), ma può essere provocata anche da alcuni funghi (Pneumocystis Jirovecii).

→ pneumotorace – infiltrazione anomala di aria all’interno della cavità pleurica che si trova tutt’attorno al polmone: il polmone diventa collassa e si fatica a respirare.

→ edema polmonare – grave condizione patologica, causata dal riempimento di liquido dei bronchioli e degli alveoli.

→ embolia polmonare – presenza, nei vasi arteriosi diretti al polmone, di un coagulo di sangue, chiamato anche embolo, in grado di ostacolare il flusso sanguigno diretto agli alveoli, riducendo così la quota di sangue che viene ossigenata.

fibrosi polmonare – dovuta alla formazione, al posto del normale tessuto polmonare, di tessuto cicatriziale-fibrotico che comprime i polmoni, riducendo la funzionalità degli alveoli.

→ apnea notturna – malattia del sonno, per cui chi ne soffre interrompe momentaneamente la respirazione mentre sta dormendo.

sintomi

L’ipossiemia e ciò che può comportare, cioè l’ipossia, si manifestano con una sintomatologia diversa da persona a persona, in base alle condizioni patologiche scatenanti. In generale, i segni e i sintomi osservabili sono:

dispnea (cioè la sensazione che manchi il respiro) sia sotto sforzo sia a riposo;
→ stato di confusione;
→ tosse ed emottisi (cioè emissione di sangue dalla vie respiratorie);
→ aumento della frequenza cardiaca, finalizzato a una maggiore ossigenazione dei tessuti;
→ aumento della frequenza respiratoria, in risposta alla minor ossigenazione sanguigna nei polmoni;
→ intensa sudorazione e spossatezza;
→ cambiamento del colore della pelle, la quale può diventare blu cianotico o rosso ciliegia, dita a bacchetta di tamburo, bassa saturazione di ossigeno, bassa pressione parziale dell’ossigeno nel sangue.

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