definizione
Osteopatia metabolica demineralizzante, a carico delle ossa cui sottrae minerali, caratterizzata dalla presenza di tessuto osteoide non calcificato in misura superiore alla norma: il rammollimento rende le strutture ossee più suscettibili a dolori, malformazioni e fratture; l’osteomalacia è tipica degli adulti mentre nei bambini è chiamata rachitismo. L’osteomalacia non dev’essere confusa con l’osteoporosi, nella quale si riscontra una riduzione della quantità di matrice ossea, peraltro normalmente mineralizzata; nell’osteomalacia, invece, si verifica la condizione opposta: la microarchitettura ossea conserva un volume normale, ma il suo contenuto minerale risulta insufficiente.
La patologia è contraddistinta da un difetto di mineralizzazione della matrice che rende l’osso privo di sufficienti quantitativi di minerali e di conseguenza fragile e suscettibile a fratture e malformazioni: a causa del ridotto contenuto di minerali presenti nelle ossa, i pazienti adulti affetti da osteomalacia accusano dolori osteo-articolari, riduzione della forza muscolare (ipostenia), deformità delle ossa, difficoltà a deambulare e frequenti fratture.
Le cause principali dell’osteomalacia sono riconducibili a disturbi del metabolismo, ma soprattutto a una carenza di vitamina D (responsabile dell’assorbimento di calcio e fosforo.) e/o di calcio nella dieta: la carenza vitaminica può essere dovuta ad uno scarso apporto alimentare, ad un malassorbimento intestinale o a steatorrea, ad un’insufficiente esposizione ai raggi solari (a livello della cute avviene una prima trasformazione delle vitamina D che la rende metabolicamente attiva) oppure ad una insufficienza renale o alla disfunzionalità epatica (ove avvengono ulteriori mutamenti metabolici necessari per la funzionalità vitaminica; l’osteomalacia può inoltre insorgere in caso di prolungata assunzione di farmaci che alterano il metabolismo della vitamina D.
Inizialmente chi è colpito da osteomalacia non lamenta alcun sintomo: col progredire della demineralizzazione, possono insorgere dolori ossei e muscolari: la sintomatologia è spesso descritta come un dolore sordo alle ossa, che colpisce generalmente la parte inferiore della colonna vertebrale, il bacino, i fianchi, le gambe o le coste; il dolore osseo viene tipicamente esacerbato da leggere pressioni sulle ossa e dai movimenti. I dolori osteo-muscolari possono accompagnarsi ad una riduzione del tono e della forza muscolare, con andatura incerta ed esitante, e scarsa resistenza alla deambulazione; aumenta il rischio di subire micro-fratture ossee, anche spontanee, e malformazioni ossee, spesso localizzate nelle aree dolenti: non di rado nel corso degli esami radiologici si evidenzia una sottile linea di frattura nelle aree dove il dolore è più intenso.
Nell’osteomalacia grave di lunga durata e non trattata, il rammollimento delle ossa lunghe può determinare l’arcuarsi delle gambe; a volte le fratture della corticale possono essere apprezzate radiologicamente (zone di Looser).
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