policromasia

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definizione

Aumento della presenza di eritrociti policromatici, nello studio della morfologia microscopica dello striscio ematico su vetrino: incremento della concentrazione ematica di giovani eritrociti dalle dimensioni talvolta superiori ai macrociti od ai megalociti (come conseguenza del loro stadio di maturazione), che mostrano una colorazione blu-viola (a cui devono il nome) per effetto della metodica di May-Grunwald-Giemsa (che utilizza coloranti specifici a base di blu di metilene ed eosina); la policromasia riflette la presenza di acido ribonucleico negli eritrociti, ed è un indice di giovane popolazione cellulare.

etimologicamente il lemma composto dal greco πολυ– (polý), forma compositiva di πολύς (polýs o polŭ́s → numeroso, copioso), e χρῶμα (chróma → colore) che può essere definita anche policromatofilia, policromatocitosi, policromatia, policromatosi, policromia; la policromatofilia è la proprietà tintoriale di alcune cellule, e segnatamente degli eritroblasti del midollo, consistente nella contemporanea assunzione dei colori acidi (colore delle emazie adulte) e di quelli basici (colore delle cellule immature): l’eritroblasto policromatofilo è una cellula precursore dell’eritrocita e rappresenta la terza tappa differenziativa identificabile dell’eritropoiesi: stessa radice etimologica, cioè dal greco πολυ– (polý → numeroso, copioso), e χρῶμα (chróma → colore) cui si aggiunge ϕιλία (filía → amore, amicizia).

Quando l’incremento del volume corpuscolare medio dei globuli rossi (MCV) e’ dovuto alla presenza contemporanea di policromasia ed ad un’aumentata concentrazione di macrociti e megalociti, è opportuno considerare la possibilità di reticolocitosi; spesso un incremento di eritrociti immaturi (eritrociti policromatici) in circolo è indice di aumentata eritropoiesi e si manifesta come reazione a perdite di sangue o emolisi.

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