psichestesia

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ultimo aggiornamento: 22 Agosto 2017 alle 10:03

Dal greco ψυχο (psýkhō → psico) e αἴσϑησις (aísthisissensazione, sensibilità, percezione): sensazione abnorme, di origine psichica, di sofferenza di un organo o di un tessuto, a cui non corrisponde alcuna modificazione funzionale o alterazione patologica obiettiva. Questo tipo di manifestazione, che spesso sostiene un atteggiamento ipocondriaco, può essere associato ad uno stato ansioso che porta all’idea ossessiva di essere ammalato; in genere possono essere identificati eventi scatenanti come la malattia di una persona cara, o eventi sociali connessi con la malattia. Anche la melanconia o stati depressivi oppure alterazioni dello stato emotivo-affettivo sono spesso accompagnate da manifestazioni di “psichestesia di allarme“, cioè di sensazioni per lo più viscerali o somatiche, di malessere: in genere possono essere sensazioni corporee più o meno normali, ma che vengono ampliate e deformate da uno stato di “iperestesia” propriocettiva, oppure rappresentazioni che si formano a livello mentale e vengono proiettate alla periferia viscerale o somatica con specifico e chiaro contenuto di sensorialità, come espressione di un meccanismo allucinatorio. Dolori, formicoli o parestesie, sensazioni di calore e di freddo, peso al capo o alla schiena; oppure la percezione, più o meno molesta o dolorosa, di spostamento o di stiramento del cuore, dello stomaco, dei reni o di altri organi.

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