ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2017 alle 13:31
Detto anche riflesso fotomotore, controlla il diametro della pupilla in risposta all’intensità della luce (luminanza) che arriva alla retina. Un aumento dell’intensità luminosa provoca il restringimento della pupilla (miosi), permettendo l’ingresso di una minore quantità di luce; una diminuzione di tale intensità, al contrario, ne provoca la dilatazione (midriasi), permettendo l’ingresso di una maggiore quantità di luce. La luce percepita costituisce lo stimolo afferente del riflesso pupillare al Sistema Nervoso Centrale tramite il nervo ottico, il nervo oculomotore ne costituisce la via efferente, controllando i muscoli costrittori della pupilla. Nel dettaglio, il percorso del riflesso pupillare chiama in causa in successione stazioni neuronali: le cellule gangliari della retina, trasportano l’informazione dai fotorecettori al nervo ottico che raggiunge il nucleo pretettale nel mesencefalo superiore. Un secondo neurone raggiunge il nucleo di Edinger-Westphal e da qui si dipartono i nervi oculomotori ipsi- e controlaterale, che raggiungono i gangli ciliari. Dal ganglio parte il nervo ciliare breve, che innerva il muscolo costrittore della pupilla. In condizioni normali, le pupille di entrambi gli occhi rispondono in maniera identica a uno stimolo luminoso, indipendentemente da quale occhio venga stimolato. La luce in ingresso in un occhio produce una costrizione sia della pupilla dello stesso occhio (risposta diretta), sia di quella dell’occhio non stimolato (risposta consensuale). Normalmente, entrambe le pupille dovrebbero restringersi quando la luce è diretta in uno solo dei due occhi. Il riflesso pupillare alla luce che induce miosi è diretto quando si ha miosi sullo stesso occhio colpito dalla luce; consensuale quando si ha miosi anche sull’occhio controlaterale. Nell’oscurità, invece, le pupille si dilatano.
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