scollamento

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ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2023 alle 20:12

definizione

L’atto ovvero dello staccare o del separare, provocandone il distacco, di due strati anatomici: può essere definito come la divisione o l’allontanamento fra loro di due tessuti, riducendo la coesione fra di essi; il termine, etimologicamente, deriva da colla, che viene preceduto dal prefisso s- che esprime l’idea dell’uscita da una condizione, descrivendo la separazione di due elementi uniti tra loro con la colla o con altra sostanza adesiva, staccando un elemento da quello cui era comunque attaccato o strettamente unito.

Rappresenta la conseguenza del  disgiungere, disunire, dividere, separare, staccare due superfici o strati: lo scollamento del tessuto epidermico o dermo-cutaneo dallo stroma connettivale e dalla fascia sottocutanea è il risultato che si ottiene ottenuto col pincé roulé o col palper roulé; lo stimolo locale, attraverso l’azione meccanica esercitata dallo sfregamento dei tessuti fasciali, anche per effetto dell’iperemia provocata, favorisce la riattivazione metabolica dello stroma connettivale, incrementando la lipolisi ed il drenaggio linfatico, esercitando un’azione fibrolitica su cicatrici, fibrosi e aderenze.

Quando lo scollamento avviene a livello retinico si verifica il distacco di retina, ovvero la separazione della retina neurosensoriale dal sottostante epitelio pigmentato retinico: la causa più frequente è il distacco regmatogeno, che comporta una rottura retinica, anche se si possono verificare distacchi trazionali (ovvero causato dalla trazione vitreo-retinica) o distacchi sierosi (essudativi, cioè derivati dalla trasudazione di liquidi nello spazio sottoretinico).

Una pratica medica utilizzata in ginecologia è lo scollamento delle membrane, un metodo che permette di accelerare o indurre il travaglio, nel caso in cui questo proceda troppo lentamente: la procedura prevede che un ginecologo, inserendo un dito all’interno della cervice uterina, crea uno spazio tra il tessuto uterino della superficie interna del collo dell’utero e le membrane amniocoriali; l’effetto dello scollamento delle membrane da un lato agisce sull’abbassamento del sacco amniotico, favorendone la rottura, dall’altro, sollecitando la cervice, attiva la liberazione delle prostaglandine endogene. Il rilascio di questi neurotrasmettitori stimola il rilascio di ossitocina nell’organismo materno, aumentando così le contrazioni uterine e la maturazione della cervice, cioè favorendone l’ammorbidimento, l’appianamento e la dilatazione.

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