segno di Lasègue

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ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2025 alle 15:04

definizione

Manovra utilizzata per verificare la presenza di irritazione delle radici spinali del plesso lombo-sacrale (in particolare del nervo sciatico): dotata di bassa specificità ma alta sensibilità, può essere utilizzata per identificare la presenza di quadri di irritazione meningea o meningismo.

L’eponimo è dovuto allo scopritore del segno, il medico francese Ernest-Charles Lasègue.

descrizione

Con il soggetto rilassato in decubito supino a gambe distese, si flette la coscia sul bacino mantenendo il ginocchio in estensione e la caviglia in dorsi-flessione neutra, mentre si stabilizzano le pelvi e si mantiene l’arto inferiore non in esame, completamente esteso sul lettino, provocando attraverso questo movimento lo stiramento delle radici del nervo sciatico: il test viene considerato positivo con comparsa, tra i 30° ed i 60° di flessione, di irradiamento doloroso nella regione lombare e lungo il distretto di innervazione o per l’impossibilità ad eseguire il movimento; entrambi i casi depongono per la sofferenza delle radici nervose L4-L5-S1.

Minore è l’angolo di flessione possibile, maggiore è la gravità della compromissione radicolare: se il dolore è a livello della faccia anteriore della coscia, del ginocchio, fino alla regione tibiale anteriore, la radice coinvolta è L4; qualora il dolore sia irradiato dal gluteo alla faccia postero-esterna dell’arto inferiore, fino ad arrivare al malleolo esterno, al dorso del piede ed al primo dito, si presume che l’irritazione radicolare sia a livello L5; se il dolore, le parestesie e/o l’ipoestesia interessano il gluteo, la faccia posteriore della coscia, arrivando al tallone ed al bordo esterno del piede, fino al IV° e V° dito, l’interessamento è della radice S1.

In assenza di infiammazione del nervo sciatico sarà possibile elevare la gamba sino a 90°; in caso di lombalgia o dolori irradiati anteriormente all’arto inferiore, il segno di Lasègue può essere associato alla presenza del segno di Wasserman; entrambi i segni, frequentemente, risultano positivi, oltre che nei quadri di compressione discale a livello lombare, in caso di interessamento del muscolo psoas: un’attenta valutazione kinesiopatica è un elemento fondamentale per poter instaurare un adeguato protocollo di riequilibrazione finalizzato alla risoluzione del problema causale.

Attraverso il test muscolare, La Kinesiologia Transazionale® è in grado di ripristinare la corretta funzionalità neuro-muscolare, andando ad agire sugli squilibri che affliggono l’area e scatenano il sintomo: distorsioni pelviche, ipertono reattivo del muscolo psoas, o del muscolo quadrato dei lombi, fissazioni lombo-sacrali sono alcuni fra gli squilibri più frequenti, alla base del problema, che possono essere trattati per eliminare i “segni”,  risolvendo il problema alla radice.

Spesso, il Cranio-Sacral Repatterning® è in grado di agire, attraverso lo sblocco dell’area sub-occipitale, grazie a tecniche quali l’atlas disengagement o la trazione del tubo durale, sulle forme di meningismo responsabili dell’insorgenza dei segni neurologici.

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