sindrome da distress post prandiale

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definizione

Denominata con l’acronimo P.D.S. (→ postprandial distress syndrome) può essere considerata una suddivisione della dispepsia funzionale, contraddistinta dalla comparsa o dal peggioramento dei questi sintomi tipici di questo quadro clinico dopo un pasto, con evidenti segni di ripienezza post-prandiale e senso di sazietà precoce senza implicazioni di alcuna eziologia organica, sistemica o metabolica identificabile.

quadro clinico

Il quadro sintomatologico è piuttosto variegato in quanto, quando si parla di dispepsia, ci si riferisce ad un insieme di disturbi generici della funzione digestiva, non identificabili in precisi quadri clinici, pertanto si possono manifestare acidità gastrica e dolore in vario grado, accompagnati da pirosi, aerogastria, eruttazioni e rigurgiti (che possono portare allo sviluppo di nausea e vomito), fastidio e tensione persistente o ricorrente localizzato nell’epigastrio (talvolta dolente), più o meno associato a senso di pienezza ed anoressia, bloating, meteorismo, flatulenza e gonfiore addominale, associati talvolta ad alitosi: l’elemento cardine di questa forma di dispepsia funzionale è l’insorgenza dei sintomi dopo l’assunzione del cibo, con particolare evidenza del senso di pienezza postprandiale e sazietà precoce, nausea, eruttazioni e gonfiore epigastrico.

L’eziologia della sindrome da distress post prandiale è multifattoriale, potendo essere influenzata da molteplici alterazioni quali lo squilibrio nell’accomodamento gastrico, ovvero il processo mediante il quale la parte prossimale dello stomaco si rilassa una volta ingerito il cibo per prevenire un aumento della pressione intragastrica, ritardi nello svuotamento gastrico, anche se alcuni soggetti sperimentano uno svuotamento più veloce di altri, ipersensibilità viscerale, cioè una risposta sensoriale esagerata agli stimoli anche nel contesto di una normale compliance gastrica, anomalie della mucosa (aumento della permeabilità e infiammazione con la presenza di livelli aumentati di eosinofili e mastociti) o della secrezione, composizione del microbiota gastro-duodenale.

Oltre a questi possibili fattori eziologici, due elementi causali sono fondamentali: la somatizzazione nei soggetti con ansia, stress fisico o disconfort psicologico e la presenza di una disfunzione vagale che influenzano la funzione sensomotoria gastrica; le aree disfunzionali sono caratterizzate da uno stato pro-infiammatorio o dall’infiammazione cronica a basso livello, associate alla modifica del controllo autonomico: è molto frequente nella pratica clinica osservare l’insorgenza di emicrania in fase post-prandiale correlata con la presenza di sindrome da distress postprandiale, con una evidente interdipendenza fra la severità dell’emicrania ed i sintomi dispeptici postprandiali.

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