ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2018 alle 22:38
Dal greco σύναἴσθησις (synaísthesis → percezione simultanea) composto da σύν (syn → insieme) e αἴσθησις (aisthēsis → sensazione): fenomeno percettivo caratterizzato dall’insorgenza di una sensazione, automatica ed involontaria a livello psichico, come conseguenza di una percezione di natura sensoriale differente; la sinestesia è quel particolare stato per cui possono manifestarsi sensazioni auditive a seguito di uno stimolo luminoso (audizione colorata). Può verificarsi sia in condizioni di normalità, sia come conseguenze di sostanze psicotrope, sia come effetto di un disturbo neurologico della percezione tattile a livello cutaneo. La sinestesi può essere descritta come la creazione di relazioni psichiche fra diversi piani sensoriali: l’apparizione contemporanea di sensazioni gustative in risposta a stimoli olfattivi, la formazioni di immagini (a livello della visione) come conseguenza di un tocco sulla cute. La sinestesia incide sulla cognizione in tutta la sua complessità, in modo particolare sulla percezione, l’immaginazione, la memoria e la creatività.
Frequente viene utilizzata per descrivere, in condizioni normali, la comparsa di una immagine visiva in seguito a uno stimolo acustico, definita “audizione colorata” o cromoestesia, ma anche tattile, dolorifico o termico; alcune persone presentano la cosiddetta “spatial sequence synesthesia” (sinestesia spaziale per le sequenze simbolico-linguistiche), una condizione nella quale le sequenze astratte come i numeri, le lettere dell’alfabeto e i mesi dell’anno sono concepite come sequenze di punti nello spazio (bidimensionale o in tre dimensioni), come se fossero oggetti reali, talvolta accompagnate dalla visione di colori: questa forma si colloca tra le sinestesie concettuali, cioè, non proveniente da stimoli prodotti all’esterno ma proveniente all’interno della mente. Esiste una forma detta sinestesia grafema-colore dove le lettere e i numeri sono associati a specifici colori, così come alcuni soggetti percepiscono, come Van Gogh, “il colore come un rumore assordante”, talvolta associato a sensazioni olfattive (“l’odore assordante del bianco”).
Con lo stesso termine si indica anche un disturbo neurologico, dovuto a lesioni cerebrali o delle strutture nervose periferiche, consistente nella percezione di una stimolazione in una zona lontana dal punto ove questa viene esercitata. Esistono particolari forme di sinestesia, come la misofonia, o manifestazioni sensoriali caratterizzate dall’insorgenza di dolore come in una sede diversa rispetto a quella dove si verifica lo stimolo algico, chiamate sinestesalgia o sinalgia, tipiche delle algodistrofie o delle causalgie.
Il termine è usato anche per descrivere una figura del linguaggio, detta sinestesia linguistica, che corrisponde ad un particolare tipo di metafora in cui si uniscono, in stretto rapporto, due parole che si riferiscono a sfere sensoriali diverse, come, ad esempio, silenzio verde oppure colore squillante o voce calda.
« Indice del Glossario