striscio di sangue

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ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2025 alle 0:10

definizione

Esame di laboratorio che si ottiene partendo da una semplice goccia di sangue fresco stesa sopra un vetrino da microscopio e fornisce una vera e propria fotografia delle cellule presenti nel sangue periferico al momento in cui viene fatto il prelievo: la valutazione al microscopio di uno striscio di sangue rappresenta un indispensabile supporto nella pratica clinica e, insieme ai parametri strumentali, permette di avere un esame emocromocitometrico completo; lo studio della morfologia microscopica è un elemento imprescindibile per la valutazione delle alterazione degli eritrociti o  delle altre popolazioni cellulari ematiche. Tramite lo striscio su vetrino è infatti possibile valutare il numero, la morfologia, lo stadio di maturazione e le percentuali numeriche delle seguenti popolazioni cellulari.

In passato ogni campione di sangue veniva osservato al microscopio per valutare la forma e il numero dei globuli rossi, globuli bianchi e piastrine ma, con lo sviluppo di strumenti contaglobuli automatici, in grado di eseguire anche la conta differenziale dei leucociti, l’esame morfologico dello striscio di sangue al microscopio è diventato un esame spesso negletto: rimane comunque uno strumento indispensabile di approfondimento e di verifica in quanto è ancora oggi il miglior modo per valutare e identificare in modo corretto anormalità e immaturità delle cellule del sangue.

Lo striscio di sangue periferico si ottiene mettendo una goccia di sangue intero o contenente anticoagulante sopra un vetrino. Con l’aiuto di un altro vetrino spanditore, perfettamente molato, la goccia di sangue viene opportunamente stesa sul vetrino per ottenere uno striscio il più possibile sottile e a forma di fiamma di candela e poi opportunamente colorato; la colorazione si effettua con la metodica di May-Grunwald-Giemsa, utilizzando coloranti specifici a base di blu di metilene ed eosina, che ne permetteranno l’analisi al microscopio.

L’esame microscopico, per quanto riguarda in particolare le emazie, evidenzia la presenza di modificazioni e/o alterazioni di forma e/o di dimensioni dei globuli rossi: l’osservazione dello striscio di sangue periferico di per sé non porta sempre ad una diagnosi anche se nella maggior parte dei casi suggerisce la presenza di alcune patologie e la necessità di ulteriori test diagnostici di approfondimento; è necessario che i risultati dello striscio di sangue siano valutati insieme a quelli dell’esame emocromocitometrico e di altri test di laboratorio oltre ai segni e ai sintomi del paziente.

In condizioni normali, gli eritrociti sono di grandezza uniforme (~7 µm di diametro) e non hanno un nucleo, a differenza della maggior parte delle altre cellule: si presentano come cellule flessibili a forma di disco biconcavo, cioè tonde e più spesse in periferia che al centro: appaiono di un colore dal rosa al rosso a causa della presenza di emoglobina al loro interno, con un centro è più pallido.

I globuli rossi dall’aspetto (morfologia) normale sono spesso riportati come “normocromici” (di colore normale) e “normocitici” (di dimensioni normali); la presenza di un numero significativo di globuli rossi differenti nella forma o nella grandezza indica la presenza di una patologia quale,  ad esempio, anemia, leucemia,
sindromi mieloproliferative o sindromi mielodisplastiche, disordini del midollo osseo
varianti emoglobiniche incluse l’anemia falciforme e la talassemia. È possibile evidenziare alterazioni quali:

→ anisocitosi – indica la presenza di una grandezza variabile dei globuli rossi che può indicare anemia.

microcitosi (eritrociti più piccoli) o macrocitosi (globuli rossi più grandi del normale).

poichilocitosi – presenza di globuli rossi di diverse forme come, ad esempio, echinociti (globuli rossi che presentano sulla loro superficie dei rilievi spinosi), acantociti (caratterizzati dalla presenza di rilievi più grossolani), dacriociti (globuli rossi a forma di lacrima, che si possono osservare nel caso di focolai di emopoiesi extra-midollare), elliptociti ed ovalociti (globuli rossi ovali, che si osservano soprattutto in patologie della membrana del globulo rosso quali ad esempio la ellissocitosi e la ovalocitosi ereditaria), cellule bersaglio (detti codociti, quando è colorata anche un’area centrale facendo assomigliare la cellula ad un bersaglio, come nel caso della talassemia), drepanociti (globuli rossi a forma di falce o semiluna, a causa di una alterazione della emoglobina, come avviene nell’anemia falciforme), schistociti (cioè frammenti di globuli rossi), planociti, anisopoichilocitosi (presenza di globuli rossi di dimensioni e forma variabili) …

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