digestione: problematiche funzionali e disfunzionalità

ultimo aggiornamento: 22 Aprile 2023 alle 10:52

acloridria

Dal greco ἀ- (án- → prefisso privativo/inversivo) e cloridria [derivato da χλωρός (chlorós → verde o contenente cloro) e ὕδωρ (ýdor → acqua)]. Totale mancanza dell’acido cloridrico nel succo gastrico, che si manifesta con aerogastria, inappetenza e disturbi digestivi, anche gravi, e dell’assimilazione: è sintomo di processi patologici propri della parete gastrica (gastriti atrofiche o croniche, anemia perniciosa, tumori), dovuto all’atrofia delle ghiandole parietali, contenenti  cellule ossintiche che secernono l’acido cloridrico; è una patologia infrequente, mentre l’ipocloridria è un fenomeno più diffuso. Anche cause organiche some lo stress cronico e l’insufficienza corticosurrenalica possono essere causa della sua insorgenza. La carenza di acido cloridrico provoca alterazioni nell’assorbimento dei sali minerali, in particolare ferro e calcio, e la mancanza della disinfezione degli alimenti, con possibile insorgenza di allergie o infezioni intestinali; la dispepsia e una digestione particolarmente lunga e difficile, l’alitosi, i rigurgiti, il bruciore di stomaco, il meteorismo, la flatulenza, le diarree o la Sindrome del Intestino Irritabile sono frequentemente associate alla mancanza o riduzione di cloro nell’escreto gastrico. Acloridria o anacidità vengono usati, talvolta, come sinonimi, come, talvolta viene usato il termine anacloridia che deriva dal greco ἀνά (ana– →contro), erroneamente usato al posto di ἀ- (a- ) o ἀν–(án → prefisso privativo/inversivo) e cloridria [derivato da χλωρός (chlorós → verde o contenente cloro) e ὕδωρ (ýdor → acqua)].