digestione: problematiche funzionali e disfunzionalità

ultimo aggiornamento: 22 Aprile 2023 alle 10:52

chilo & chimo

Dal greco χυμός (chymós → succo). La  massa semiliquida che si forma nel canale intestinale in seguito alla digestione gastro-duodenale degli alimenti. Il chimo, nell’intestino tenue, si trasforma in chilo grazie all’azione digerente dei succhi gastro-duodenali ed all’azione dei movimenti intestinali (peristaltici, pendolari e segmentari): tali movimenti favoriscono l’emulsione e la miscelazione delle sostanze presenti nel lume intestinale con gli enzimi e la bile, cosicché possa completarsi il processo digestivo che prelude all’assorbimento degli alimenti. Il passaggio delle sostanze sciolte dai succhi digerenti, attraverso la parete della mucosa intestinale, crea il trasporto dei nutrimenti negli spazi linfatici dei villi e da questi, nei capillari venosi e linfatici, sino alla corrente sanguigna della vena porta o linfatica dei vasi chiliferi. Per estensione si definisce linfa anche la linfa che proviene dall’intestino tenue durante l’assorbimento digestivo e che assume aspetto lattescente per la notevole quantità dei grassi alimentari in essa finemente emulsionati.

Dal greco χυμός (chymós → succo). Il prodotto semidigerito degli alimenti, nell’ultima fase della digestione gastrica e nella prima fase di quella duodeno-digiunale: massa semiliquida che si forma nel canale intestinale in seguito alla digestione gastro-duodenale degli alimenti. Il chimo è acido nello stomaco a causa dell’elevata cloridria ivi esistente; dopo alcune ore dall’assunzione, viene immesso a piccoli fiotti nel tratto duodenale, dove diventa alcalino, mescolandosi con il succo pancreatico e con la bile. La velocità di progressione del chimo è regolata dalla sua stessa consistenza e dalla percentuale dei componenti lipidici in esso contenuti. Tali fattori influenzano anche la velocità dell’assorbimento alimentare.